BCE e Fed avanti con politiche divergenti

(Teleborsa) – I tassi di interesse negli Stati Uniti saliranno, ma gradualmente. E’ quanto ha ribadito il governatore della Federal Reserve, Janet Yellen, che ha definito “appropriata” la stretta monetaria intrapresa dalla banca centrale statunitense. 

La Chairwoman ha precisato che la Fed non vuole trovarsi nella posizione di doverli alzare rapidamente perché questo potrebbe causare problemi all’economia.

Yellen ha, poi, sottolineato che la crescita americana è “in buona salute” e che anche quella mondiale è più robusta. Risultati positivi che però hanno “richiesto tempo”.

Dall’altra sponda dell’oceano è diversa la posizione della BCE. La banca centrale europea guidata da Mario Draghi continua a sostenere una politica monetaria espansiva citando una ripresa economica dell’area euro che continuerà “malgrado il persistere dei rischi e delle incertezze politici nel mondo”. Una prudenza necessaria quella adottata dal banchiere, in risposta alla crisi finanziaria del 2007-2009, che ha contagiato l’Eurozona, ma che desta qualche malumore tra i politici tedeschi.

L’Eurotower ha tagliato i tassi allo zero e varato un maxi programma di acquisto di Bond. Ora dovrà decidere se mettere fine al programma di Quantitative Easing da gennaio 2018, cedendo alle pressioni ricevute da più parti, soprattutto dagli esponenti più “falchi” della Germania, che hanno una visione meno accomodante della politica monetaria.
 

BCE e Fed avanti con politiche divergenti