BCE, Draghi ricarica il bazooka: taglia i tassi e rilancia il QE. Festeggiano i mercati

Varato un ampio pacchetto di stimoli, tra cui il riavvio del programma di acquisti di titoli al ritmo di 20 miliardi di euro al mese

Nel penultimo board BCE guidato da Mario Draghi – pronto a cedere il timone alla francese Lagarde – il governatore italiano non delude le aspettative (molto alte) della vigilia dei mercati e sferra l’ultimo colpo, superando la fronda interna al Consiglio Direttivo, contraria a nuovi stimoli monetari.

Alla vigilia dell’importante appuntamento, infatti, erano filtrate le perplessità dei falchi del Nord Europa, schierati  contro la possibilità del lancio di un nuovo Quantitative easing, convinti che l’economia dell’eurozona non sia abbastanza debole da giustificare nuove misure aggressive, e che gli effetti dei nuovi sforzi potrebbero essere bassi, forse inferiori ai costi. Bazooka o pistola ad acqua? Questa la domanda che serpeggiava con insistenza.

Complice l’ormai evidente rallentamento della crescita europea con sullo sfondo la brusca frenata dell’economia tedesca (la produzione industriale in Germania è scesa a luglio dello 0,6% rispetto a giugno e del 4,2 rispetto all’anno prima), l’incognita Brexit e i rischi legati alla guerra dei dazi tra Usa e Cina in piena fase di svolgimento e dall’esito finale ancora incerto, alla fine, è passata la linea interventista di Draghi che non ha deluso gli analisti e ha lanciato un chiaro segnale di forte sostegno all’economia di Eurolandia. 

Nella giornata di ieri, infatti, il consiglio direttivo della Bce,  ha varato un nuovo programma di quantitative easing che prevede l’acquisto di bond per 20 miliardi di euro al mese – contro i 60 miliardi del primo qe – e partirà a novembre per continuare “tutto il periodo necessario a rafforzare l’impatto accomodante dei tassi”.  Come ampiamente atteso, l’Eurotower ha poi deciso di tagliare di 10 punti base il tasso di interesse sui depositi  che le banche commerciali parcheggiano presso la stessa istituzione, portandolo da -0,40% a -0,50%, ma esentando una parte dei soldi depositati dalle banche, che lamentavano un impatto negativo sulla redditività. Le munizioni non finiscono qui: per gli istituti dell’Eurozona arriva anche un nuovo maxi-prestito a lungo termine (Tltro), con scadenza allungata da due anni a tre e tassi più bassi per gli istituti che prestano al di sopra di un certo livello.  

Nel Consiglio direttivo, ha spiegato Draghi –  c’è stata una “unanimità sulla visione che la politica fiscale dovrebbe diventare lo strumento principale per aumentare domanda”. Nel corso della riunione c’è stato un “pieno accordo sulla necessità di agire ma differenze sulla valutazione della gravità dello scenario” con “qualche membro che ha detto ‘aspettiamo e vediamo, ma il Consiglio ha deciso di agire ora”.Infine, la Bce ha tagliato le stime sull’inflazione dell’eurozona all’1,2% nel 2019, all’1% nel 2020 e all’1,5% nel 2021.

Al termine della conferenza stampa di Draghi, borse euforiche e spread in calo. 

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