BCE, Draghi preannuncia l’arrivo di nuovi stimoli a dicembre

I rischi per la crescita dell’Eurozona restano elevati, specialmente di fronte ai problemi incontrati dalle economie Emergenti. La BCE sta quindi pensando di estendere i piani di stimolo alla prossima riunione di dicembre.

E’ quanto dichiarato dal Presidente della BCE Mario Draghi, nella conferenza stampa in corso a Malta, che segue l’odierna riunione di politica monetaria, nella quale sono stati confermati tassi di interesse ai minimi storici e l’attuale misura del Piano di quantitative easing.

L’Eurotower ribadisce dunque la “massima flessibilità” della politica monetaria, anche perché Draghi ha ricordato che il Piano QE offre ampi margini di manovra sia riguardo la durata che l’ammontare degli acquisti di asset.

Queste parole sono state accolte positivamente dai mercati, che già scommettevano su un eventuale aumento delle misure di stimolo o, perlomeno, su un segnale in tal senso da parte del numero uno dell’Eurotower. Infatti, l’euro si è subito deprezzato nei confronti del dollaro, portandosi a 1,1224 USD (-1%) rispetto agli 1,13 dollari indicati prima dell’avvio della conferenza stampa. 

“Noi siamo pronti ad agire se necessario”, ha ripetuto Draghi come un mantra, aggiungendo “siamo aperti ad un’ampia gamma di strumenti di politica monetaria”. Poi, ha aggiunto che si sta valutando anche di ridurre ancora il tasso sui depositi, benché questo sia già in territorio negativo a -0,2%. 

Riguardo la congiuntura dell’Eurozona, Draghi ha poi dipinto uno scenario moderatamente positivo, confermando che la crescita dovrebbe proseguire sullo stesso ritmo nel secondo trimestre, grazie ad una serie di fattori legati ai bassi prezzi petroliferi, alle misure di politica monetaria ed alle misure di consolidamento fiscale attuate dagli stati membri. Redditi e consumi stanno crescendo alla stessa velocità – ha aggiunto – il che si traduce in un andamento piatto dei risparmi.

Meno pessimismo è stato espresso da Draghi riguardo l’inflazione, che dovrebbe avviare un trend di risalita, dopo che il petrolio ha toccato i livelli minimi. L’inflazione core, fra l’altro, resta stabile.

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