BCE, Draghi: “Crescita solida e diffusa e rischi inflazione ancora bilanciati”

(Teleborsa) – La crescita dell’Eurozona si conferma “solida e diffusa”, ma restano “prominenti” i rischi per il commercio globale. Lo ha confermato il Presidente della BCE, Mario Draghi, nella conferenza stampa seguita alla riunione del direttivo.

La BCE ha annunciato che il Consiglio ha confermato tassi vicini allo zero sino a tutta l’estate del 2019 ed il ritiro di quantitative easing a partire dal 1° gennaio 2019, con un dimezzamento degli acquisti asset a 15 miliardi a partire da ottobre 2018. 

Parlando agli analisti, Draghi ha detto che, dopo una crescita attorno allo zero percento degli ultimi 3 trimestri, che riflette un “pullback” (arretramento) rispetto agli alti tassi di crescita del 2017 ed un rallentamento del commercio globale, le ultime previsioni economiche confermano che “la crescita si è stabilizzata e tornerà solida e diffusa”.

“Le nostre politiche di delevereging continuano a spingere la crescita domestica, i consumi e la spesa delle famiglie”, ha spiegato il numero uno dell’Eurotower, aggiungendo che “la crescita è sostenuta anche da una forte domanda all’export“.

Restano però dei rischi, specie quelli legati al protezionismo, ed anche il pericolo di un’alta volatilità sui mercati finanziari è da monitorare, ha detto Draghi.

L’inflazione si conferma in aumento e dovrebbe mantenersi sostanzialmente stabile per tutto l’anno, ha affermato Draghi, aggiungendo che l’incertezza sull’outlook dell’inflazione sta regredendo, ma un check dell’analisi economica è ancora necessaria per monitorare un’inflazione che resta prossima al 2%
 
Buona la crescita dei prestiti sia dal lato imprese che da quello delle famiglie, mentre la crescita della massa monetaria resta il fattore primario che sta spingendo questa crescita. 

Il numero uno della BCE torna anche sulle riforme. Secondo Draghi, tutte le aree devono contribuire a mantenere la crescita forte e ridurre la vulnerabilità, comprese le riforme strutturali (aumento occupazione e produttività) e le riforme fiscali. “Dobbiamo costruire una costruzione più amichevole delle finanze pubbliche e dobbiamo aumentare l’elasticità e la capacità di sopportare choc della Zona Euro”, ha affermato.

Un accenno infine all’unione bancaria che il consiglio direttivo sta portando a completamento.

La reazione dell’euro è stata come sempre nervosa: la moneta unica ha dapprima accelerato contro il dollaro sino a 1,173 USD per poi ripiegare sui livelli attuali di 1,1696 USD (-0,25%).

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