BCE, de Guindos: politica fiscale deve supportare normalizzazione monetaria

(Teleborsa) – “Gli operatori di mercato devono avere fiducia nella credibilità della banca centrale. Faremo tutto il necessario per riportare l’inflazione al nostro obiettivo del 2% nel medio termine. Lo ha dichiarato il vicepresidente della BCE, Luis de Guindos, in una intervista al giornale lituano Verslo Zinios.

L’economista ha riconosciuto che l’aumento della domanda può essere contenuto attraverso decisioni di normalizzazione della politica monetaria, mentre la politica monetaria non ha alcuna influenza sui prezzi dell’energia. Tuttavia, “è molto importante evitare effetti di secondo impatto e impedire che l’inflazione venga trasferita sui salari, il che spingerebbe l’inflazione verso l’alto. Per evitare ciò, le aspettative di inflazione devono rimanere ancorate”, ha spiegato.

Attualmente il tasso di interesse sui depositi presso la BCE è dello 0,75%, ma non c’è consensus su dove debba arrivare, ovvero quale sia il tasso terminale per ancorare le aspettative di inflazione. Anche de Guindos è di questa opinione: “È molto difficile da dire. Dipendiamo dai dati che riceviamo. C’è un livello di incertezza molto alto. Non sappiamo come si svilupperà la guerra e quale impatto avrà sui prezzi dell’energia. Tutti questi fattori rendono molto difficile determinare il livello del tasso terminale“.

Mentre la BCE è impegnata in un percorso di stretta monetaria per contenere l’inflazione, i governi dell’eurozona stanno mettendo in campo misure per alleviare, a imprese e cittadini, l’impatto dell’aumento dei costi energetici. Alcuni esperti temono che questi interventi di politica fiscale possano intaccare l’azione della Banca centrale. “La politica fiscale deve supportare il processo di normalizzazione della politica monetaria condotto dalla BCE”, ha ricordato de Guindos.

“Poiché siamo nel processo di normalizzazione della nostra politica monetaria, la politica fiscale deve svolgere un ruolo diverso da quello svolto durante la pandemia – ha detto il vicepresidente della BCE – Nel contesto attuale, la politica fiscale deve essere più selettiva e mirata a sostenere i gruppi più vulnerabili della società. Se i paesi inizieranno a mettere in atto misure indiscriminate su tutta la linea, la missione della politica monetaria diventerà più impegnativa e potremmo non essere in grado di raggiungere gli obiettivi finali di ridurre la dipendenza dall’energia russa e sostenere la transizione verde”.