BCE, dai verbali emerge la preoccupazione su prolungamento politica accomodante

(Teleborsa) – La BCE conferma forti azioni di sostegno all’economia dell’Eurozona, in evidente fase di rallentamento, ma nello stesso tempo si domanda quali potrebbero essere le ripercussioni della sua politica ultra accomodante per un periodo di tempo troppo lungo sulle banche e sul credito. E’ quanto emerge dalle Minutes dell’ultima riunione di politica monetaria del 6-7 marzo 2019.

Le misure straordinarie di stimolo decise all’ultima riunione, le nuove aste TLTRO e la permanenza dei tassi ai minimi storici per un periodo più lungo fino a marzo 2020, assieme all’assicurazione che saranno adottate altre misure se fosse necessario, potrebbero rivelarsi un’arma a doppio taglio per la profittabilità delle banche e quindi per il credito all’economia e per la stabilità finanziaria.

I banchieri hanno convenuto che questa fase di rallentamento potrebbe non essere temporanea e che potrebbe volerci più tempo del previsto per tornare ad una crescita più robusta dell’economia. Su questo punto, tuttavia, c’è una diversità di vedute fra i membri del board: per alcuni vi sarà un rimbalzo nella seconda metà dell’anno mentre altri ritengono che questa previsione sia troppo ottimistica.

Fra i rischi che la banca centrale sconta vi sono il rallentamento dell’economia mondiale, gli effetti della guerra commerciale USA-Cina e la possibilità di una Brexit con un “No Deal”.

I governatori hanno affrontato anche il delicato tema delle politiche fiscali degli Stati membri, affermando che i Paesi con debito pubblico elevato dovrebbero ripristinare dei “cuscinetti” di bilancio mentre i Paesi con più capacità di spesa divrebbero approntarsi per utilizzarla in senso anti ciclico.

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