BCE, consiglio ha discusso maggior riduzione PEPP e inflazione più persistente

(Teleborsa) – Durante l’ultima riunione di politica monetaria del consiglio della Banca centrale europea (BCE) – che si è tenuta l’8 e il 9 settembre – si è discusso di una maggiore riduzione nel ritmo degli acquisti e del fatto che l’aumento dell’inflazione potrebbe essere più persistente del previsto, salvo poi trovare un accordo sulla necessità di mantenere in vigore un orientamento espansivo e considerare l’inflazione causata da elementi in larga parte temporanei. È quanto si legge nei verbali consiglio pubblicati oggi dall’istituzione di Francoforte.

Per quanto riguarda i possibili rischi al ribasso della crescita dell’Eurozona, è stato sottolineato che le prospettive economiche potrebbero peggiorare se la pandemia peggiorasse, il che potrebbe ritardare l’ulteriore riapertura dell’economia, o se le carenze di approvvigionamento si rivelassero più persistenti di quanto attualmente previsto e frenassero la produzione. Inoltre, secondo i funzionari della BCE non si può escludere che le carenze e le strozzature osservate finora non solo dureranno più a lungo, ma potrebbero anche interessare più economie e altri settori.

I membri del consiglio BCE hanno concordato sul fatto che l’inflazione a breve termine sia in gran parte temporanea. Tuttavia, alcuni banchieri ritengono che “il grado di persistenza dello shock inflazionistico e, soprattutto, le prospettive per l’inflazione nel 2023 siano più incerte, con il rischio che l’inflazione nel 2023 possa risultare superiore al previsto”. È stato inoltre osservato che “sarebbe sufficiente che una percentuale relativamente piccola dell’attuale shock diventasse permanente affinché l’inflazione sia vicina al 2% alla fine dell’orizzonte di proiezione”.

Per quanto riguarda il programma degli acquisti PEPP (messo in campo durante la pandemia), una parte del consiglio era propenso a una riduzione più marcata del ritmo degli acquisti straordinari legati all’emergenza pandemica. “Si è osservato che un’applicazione simmetrica del programma avrebbe reso necessaria una riduzione più rapida degli acquisti nell’ambito del Pandemic Emergency Purchase Programme. In quest’ottica, sarebbe appropriato un andamento delle sottoscrizioni di titoli di Stato simile a quello dei primi mesi dell’anno”, scrive Francoforte nelle minute diffuse oggi. La BCE ha poi convenuto su una “moderata” riduzione degli acquisti, sottolineando che non si tratta di un “tapering”, dal momento che la dinamica dei prezzi richiede ancora il supporto della banca centrale.

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