BCE “colomba”: tassi invariati, ma apre a futuri tagli

Il Presidente Mario Draghi: "Sull'Eurozona pesa la minaccia protezionismo"

Come da attese della vigilia, la Bce ha annunciato che non toccherà i tassi d’interesse per il momento, ma ha lanciato segnali su interventi possibili nel prossimo futuro, ammettendo anche che sono al vaglio varie misure di sostegno all’economia e quindi confermando una impostazione fortemente espansiva della politica monetaria della Zona Euro.

Una decisione ampiamente attesa, visto che non ci si attendeva una manovra sui tassi prima di settembre.
Nella riunione di oggi, giovedì 25 ottobre, il Consiglio Direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha deciso che i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente a zero, allo 0,25% e al -0,40%.

Confermato anche lo scenario temporale, che vede “tassi sugli attuali livelli o inferiori sino a metà 2020 e in ogni caso per tutto il tempo necessario a garantire la costante convergenza dell’inflazione verso gli obiettivi di medio termine”.

Quanto alle misure non convenzionali di politica monetaria, il Consiglio direttivo intende continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto di attività per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui inizierà a innalzare i tassi di interesse di riferimento della BCE, e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario.

Sul quadro economico generale pesano ovviamente le tensioni commerciali Usa-Cina, ma anche l’incognita Brexit e le tensioni in Medio Oriente.

DRAGHI: PESA MINACCIA PROTEZIONISMO – Nella conferenza stampa di rito del Presidente Mario Draghi, la terzultima prima del termine del suo mandato, quando cederà il posto a Christine Lagarde, ha spiegato come l’economia europea sia resiliente, ma il clima generale e le tensioni internazionali, protezionismo in testa, stanno pesando sull’economia europea e in particolare sulla manifattura, abbassando le prospettive di inflazione. 

Draghi ha anche aggiunto che “la possibilità di una hard Brexit è un altro attore da tenere in considerazione”

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