BCE, aspettative di crescita legate a evoluzione pandemia e successo campagne vaccinali

(Teleborsa) – Nonostante le prospettive “incoraggianti” date dall’avvio delle vaccinazioni, la pandemia “continua a porre gravi rischi per la salute pubblica e per le economie dell’area dell’euro e del resto del mondo”. Lo scrive la BCE nel Bollettino economico, che prevede anche un impatto a breve termine sull’economia e una debolezza dell’inflazione più protratti di quanto previsto in precedenza. La BCE stima “un nuovo calo significativo dell’attività nel quarto trimestre, sebbene in misura molto inferiore rispetto a quanto osservato nel secondo trimestre di quest’anno” e osserva che, sebbene l’attività nel settore manifatturiero continui a reggere bene, il settore dei servizi è gravemente frenato dai nuovi aumenti dei casi.

Guardando al futuro, le aspettative di crescita a medio termine rimangono strettamente legate all’evoluzione della pandemia e al successo della campagne vaccinali. “Sebbene l’inizio precoce della distribuzione dei vaccini sia un fattore chiave a sostegno delle aspettative di una rapida ripresa, ci vorrà del tempo prima che si raggiunga un’immunità diffusa e l’area dell’euro e l’economia globale siano in grado di tornare alla normalità”, si legge nel bollettino. Per capire come sarà questa nuova normalità, l’istituto ha condotto un sondaggio tra grandi aziende, che hanno risposto che la pandemia dovrebbe portare a una maggiore digitalizzazione e più telelavoro, con l’aspettativa di una produttività più elevata che persisterà. Allo stesso tempo, però, quasi il 30% degli intervistati ha citato la riduzione sul lungo termine della domanda per i propri prodotti o servizi, mentre più del 20% ha indicato cambiamenti duraturi nella struttura della domanda (causati da cambiamenti nelle abitudini di vita e lavoro indotti dalla pandemia).

In questo contesto di grande incertezza e per ridurre i rischi, la Banca centrale europea sottolinea che “le condizioni monetarie accomodanti della BCE continueranno a sostenere la domanda interna, mentre le misure fiscali e occupazionali in corso dovrebbero continuare a sostenere i consumi privati”.

Sul fronte lavoro, la BCE registrava progressi nel terzo trimestre, ma si aspetta che la situazione peggiori di nuovo. Il totale delle ore lavorate è aumentato del 14,8% nel terzo trimestre, dopo un calo del 13,6% nel secondo trimestre, ma è rimasto inferiore del 4,6% rispetto al quarto trimestre del 2019. Le misure a tutela di lavoratori continuano a sostenere il mercato del lavoro ed è stato il 5% dell’intera forza lavoro, ad ottobre, ad essere inserito in programmi come la cassa integrazione, a livello di area euro (in calo dal 18% di aprile). La BCE scrive comunque che “i numeri stanno ricominciando a salire in alcuni Paesi in risposta alle ultime misure restrittive”.

Le piccole e medie imprese (PMI) hanno registrato miglioramenti nell’accesso ai finanziamenti negli ultimi sei mesi rispetto all’inizio del 2020, ma prevedono un peggioramento in futuro. Secondo un’indagine condotta a novembre 2020, le PMI hanno segnalato un miglioramento nell’accesso a sostegni finanziari pubblico per la prima volta dal 2009, il che suggerisce che le iniziative di numerosi governi per fornire garanzie pubbliche durante la pandemia hanno funzionato. Nonstante questo, le PMI, e in misura minore le grandi imprese, si aspettano un deterioramento della disponibilità della maggior parte delle fonti di finanziamento esterno, in particolare i prestiti bancari e le linee di credito.

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