Basilicata, elezioni regionali: si vota domenica 24 marzo dalle 07:00 alle 23:00

(Teleborsa) – Elezioni regionali in Basilicata, ultimo vero test elettorale prima delle Europee in uno storico feudo del centrosinistra. La conclusione di un trittico di regionali che si è aperto un mese e mezzo fa con le elezioni in Abruzzo ed è proseguito due settimane dopo con quelle in Sardegna.

Si vota domenica 24 marzo, in un’unica giornata, dalle 07:00 alle 23:00. Sono 537mila i cittadini che hanno diritto al voto. La data originaria delle elezioni era stata fissata a gennaio, poi rinviata a maggio 2019 insieme alle Europee, e infine nuovamente anticipata da una sentenza del TAR di inizio anno.

I cittadini sono chiamati a eleggere il nuovo Presidente della Giunta Regionale. Le elezioni arrivano a ben 5 anni e 4 mesi di distanza dalle precedenti, dopo l’arresto del Presidente uscente Marcello Pittella (PD) il 6 luglio 2018 e le sue dimissioni il 24 gennaio di quest’anno.

La Basilicata sin dal 1995 è saldamente in mano al centrosinistra. In tutte le elezioni regionali dal 2000 in poi, il “suo candidato” non ha mai ottenuto meno del 60%, portando la regione a essere considerata “rossa” al pari di quelle del Centro Italia.

In questa occasione, invece, centrodestra favorito con Vito Bardi, generale di corpo d’armata della Guardia di Finanza in congedo, sessantasettenne nato a Potenza ma cresciuto a Napoli per la carriera militare. Bardi è stato scelto come profilo esterno ai partiti, pur essendo molto più vicino a Forza Italia che agli altri componenti della coalizione. Questa comprende Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, i centristi di IDEA e la civica di Bardi “Basilicata Positiva”.

Antonio Mattia, 47 anni, è il candidato del Movimento 5 Stelle, scelto con le primarie online sulla piattaforma Rousseau, battendo di misura con 332 voti i due consiglieri M5S uscenti Giovanni Perrino (317) e Gianni Leggieri (255). Se il Movimento è stato primo nelle urne con grande margine il 4 marzo, sia alle Politiche 2013 che alle Europee 2014 non aveva certo ottenuto brillanti risultati. Prima delle scorse politiche, i 5 Stelle non si erano mai trovati particolarmente a proprio agio nella Regione.

Il centrosinistra schiera il farmacista di Potenza Carlo Trerotola, selezionato al di fuori dei partiti dopo che Pittella ha rinunciato a ricandidarsi. Trerotola guida una coalizione di sette liste: Comunità Democratiche – PD, PSI, Verdi, Progressisti per la Basilicata (riconducibile a LeU) e tre civiche (Trerotola Presidente, Basilicata Prima e Avanti Basilicata). Quest’ultima vede come capolista proprio il presidente uscente Marcello Pittella.

L’aspetto singolare della candidatura del centrosinistra è che Trerotola, rivendicando più volte di non aver mai fatto politica, distanziandosi dalla storia del centrosinistra locale, ha sorpreso, generando polemiche, con il suo intervento pubblico in cui affermava di essere andato nella sua vita solo a comizi di Giorgio Almirante, storico fondatore del Movimento Sociale Italiano (MSI).

Valerio Tramutoli è il candidato di sinistra alternativo al Partito Democratico con la lista Basilicata Possibile. Sostenuto da Possibile, alcuni esponenti di SI e altre formazioni civiche, ha anche l’endorsement del coordinatore europeo di Diem25, Yanis Varoufakis. Tramutoli, docente di geofisica presso il dipartimento di Ingegneria dell’Università della Basilicata, vanta un ricco curriculum accademico.

Le regole per l’elezione del Presidente e del Consiglio regionale della Basilicata sono cambiate nell’agosto 2018. il candidato che ottiene più voti è eletto Presidente. Meno immediate sono quelle per determinare la composizione del Consiglio e il premio di maggioranza. La coalizione di liste a sostegno del presidente eletto, infatti, ha diritto a un premio di maggioranza in consiglio regionale.

Rispetto alle precedenti elezioni regionali, è stato abolito il voto disgiunto: il voto dato a un candidato presidente e a una lista che non lo appoggia viene annullato. Contemporaneamente, è stata introdotta la doppia preferenza di genere diverso: la seconda preferenza espressa viene annullata se le due preferenze sono assegnate a candidati dello stesso sesso.

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