Bankitalia, Visco: “Ripresa va rafforzata con impegno e sacrifici”

(Teleborsa) – L’Italia è tornata a crescere ma la ripresa va rafforzata, con cambiamenti che richiederanno “impegno e sacrifici”. E’ quanto sottolineato da Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia, nella lettura delle Considerazioni finali in occasione della presentazione della Relazione annuale sul 2016. In prima fila ad ascoltare Visco, Il Presidente dell’Eurotower, Mario Draghi. Vale la pena di ricordare che Draghi è stato il nono Governatore di Bankitalia. “Benvenuto al presidente BCE” ha affermato Visco quando nella relazione affrontato il tema delle misure straordinarie decise da Francoforte che hanno “contrastato con successo i rischi di una spirale deflazionistica”.

Tra i pilastri del discorso di Visco nelle sue Considerazioni finali, il debito pubblico e i crediti cosiddetti deteriorati che “riducono i margini di manovra dello stato e degli intermediari finanziari. Entrambi rendono vulnerabili l’economia italiana alle turbolenze sui mercati e possono amplificare gli effetti delle fluttuazioni cicliche”, ha sottolineato il numero uni di Bankitalia che ha rivelato come “l’elevato debito pubblico è un fattore di vulnerabilità grave, condiziona la vita economica del Paese”.

Sul tema lavoro, Visco ha riconosciuto che la questione dell’occupazione è un tema “centrale” ed è soprattutto su questo mercato che “vediamo l’eredità più dolorosa della crisi”. Secondo il banchiere nell’ultimo biennio si sono registrati miglioramenti grazie anche agli sgravi contributivi. Parlando delle misure di riduzione dei costi adottate in passato, per Visco, “i pur significativi benefici in termini di occupazione si sono rivelati effimeri perché non sono stati accompagnati dal necessario cambiamento strutturale di molte parti del nostro sistema produttivo”.

Su PIL e crisi economica, il numero uno di Bankitalia ha osservato che le conseguenze della doppia recessione sono state più gravi di quelle della crisi degli anni ‘trenta. “Agli attuali ritmi di crescita il PIL tornerebbe sui livelli del 2007 nella prima metà del prossimo decennio. In Italia l’espansione dell’economia, ancorché debole, si protrae da oltre due anni”, tuttavia restiamo indietro rispetto ai nostri partner in Europa. L’aumento del PIL nell’area euro “dovrebbe essere prossimo, quest’anno, al 2%, circa il doppio del nostro Paese”.

Visco ha rimarcato che rimane prioritario ridurre il debito per rilanciare la crescita. “Dove il debito è particolarmente elevato deve proseguire con decisione il consolidamento dei conti pubblici”, ha affermato il Governatore . “L’alto livello di debito rende più vulnerabile l’economia, e accresce i costi di finanziamento degli investimenti privati”. Per il governatore è necessario avviare una diminuzione continua a tangibile dell’incidenza del debito sul PIL. “Un passaggio che non deve essere ritardato”.

Parlando di banche e norme UE, Visco ha sottolineato: “Non possiamo correre il rischio di intaccare la fiducia nelle banche e nel risparmio da esse custodito” a causa degli interventi delle autorità con le norme UE che hanno segnato “una brusca cesura. Nell’applicazione delle nuove regole occorre evitare di compromettere la stabilità finanziaria” e nel “rispetto dei principi alla base del nuovo ordinamento europeo” gli interventi devono “preservare il valore dell’attività bancaria”. Una pecca rilevata dal Governatore di Bankitalia è che “manca un efficace azione di coordinamento” fra i diversi soggetti nazionali e sovranazionali sulla “gestione” delle crisi bancarie, anche se ha ricordato come in Italia negli scorsi anni si sono “superate fasi di tensione anche gravi senza danni per i risparmiatori e per il sistema creditizio nel suo complesso. Gli squilibri – ha continuato il banchiere – vanno corretti tempestivamente, altrimenti prima o poi si pagano. Sul terreno delle riforme, su quello della finanza pubblica, per le banche servono altri passi in avanti, non retromarce, come l’adeguamento strutturale dell’economia richiede di continuare a rimuovere i vincoli all’attività d’impresa, incoraggiare la concorrenza, stimolare l’innovazione” mentre sul fronte della spesa pubblica “deve tornare a crescere la spesa per investimenti pubblici in calo dal 2010”.

In questa fase di turbolenza politica, con la Brexit che è ormai una realtà, non poteva mancare un accenno all’euro. “E’ un’illusione pensare che la soluzione dei problemi economici azionali possa essere più facile fuori dall’Unione economica e monetaria. L’uscita dall’euro, di cui spesso si parla senza cognizione di causa, non servirebbe a curare i mali strutturali della nostra economia; di certo non potrebbe contenere la spesa per interessi, meno che mai abbattere magicamente il debito accumulato. Al contrario, essa determinerebbe rischi gravi di instabilità”.

Prezzi e inflazione –  “Affinché si realizzi una piena convergenza dell’inflazione verso l’obiettivo della banca centrale serve ancora un grado elevato di accomodamento monetario”. Secondo Visco “la revisione dell’orientamento della politica monetaria, da attuarsi con la necessaria gradualità, dovrà costituire la conferma che crescita della domanda e stabilità dei prezzi possono sostenersi autonomamente nel medio periodo”.

Non è mancata una ventata di ottimismo. “Sono fiducioso che , al di là dell’incertezza politica, il nostro Paese saprà ottenere risultati che servono l’interesse generale, tenendo conto di chi resta indietro e di chi arretra, liberando l’economia da inutili vincoli, rendite di posizione, antichi e nuovi ritardi”, ha affermato il Governatore invitando a cogliere ” tutte le occasioni che l’innovazione oggi offre per sviluppare un’economia robusta, una finanza stabile e utile, un sistema sociale più giusto”.

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