Bankitalia replica a NYT: banche italiane solide

(Teleborsa) – Le banche italiane hanno registrato un sostanziale rafforzamento negli anni recenti, nella qualità del credito e nel capitale. Lo afferma il Vicedirettore generale della Banca d’Italia, Federico Signorini nella lettera-replica a un articolo pubblicato ieri dal New York Times, in cui si paventa una possibile nuova crisi del settore per effetto dell’impatto economico del coronavirus. Bankitalia (che definisce quella fatta dal quotidiana americano una rappresentazione “alquanto fuorviante” sull’Italia e sul suo sistema bancario che omette “informazioni fondamentali” sulla reale condizione del Paese e sulla sua capacità di tenuta) corregge il tiro su alcune informazioni chiave riportate nell’articolo.

Gli istituti italiani, alla fine di dicembre, avevano un Npl ratio netto del 3,3%, in calo dal 9,8% del dicembre 2015. L’esposizione ai titoli di Stato a fine gennaio ammontava a 316 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’esposizione totale di portafoglio, mentre era al picco massimo nel 2015 a 403 miliardi. Da maggio del 2019 le banche italiane hanno venduto, al netto, 40 miliardi di euro di titoli di Stato.

Dal punto di vista patrimoniale, le banche hanno significativamente incrementato il Cet1, il capitale di migliore qualità, e a fine dicembre in media avevano un Cet1 del 13,9% contro il 7,1% di fine 2007.

Anche le recenti misure prese per combattere il coronavirus non peggioreranno la qualità del credito, precisa Bankitalia.
“Nel delineare una risposta alle ricadute economiche della pandemia, il Governo italiano ha appena introdotto misure di sostegno alle banche per l’erogazione di credito alle imprese (in particolare le PMI) e alle famiglie”. C’è poi la moratoria sul rimborso dei prestiti a favore delle PMI “al fine di contenere il calo del prodotto dovuto alla pandemia. La misura è indirizzata alle PMI che hanno in essere prestiti o linee di credito ottenuti da banche o da altri intermediari finanziari e che sono attualmente in regola con i pagamenti. Dato che la moratoria non genera nuovi o ulteriori oneri per gli intermediari (risultando conforme al principio di neutralità attuariale), risulta neutrale rispetto ai requisiti che gli intermediari applicano nella valutazione della qualità del credito in maniera tale da evitare variazioni automatiche nella classificazione della qualità del credito di tali esposizioni”.

Signorini prosegue citando le garanzie pubbliche sulle misure di moratoria. “In considerazione del fatto che è comunque possibile che si verifichi un deterioramento della qualità del credito alla fine del periodo di moratoria, il Governo ha introdotto garanzie pubbliche a parziale copertura delle esposizioni che beneficiano della moratoria. Tale misura rappresenterebbe un incentivo per le banche a proseguire nell’erogazione del credito all’economia”.

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