Bankitalia, Patuelli: “Per riforma bancaria necessaria armonizzazione normativa”

(Teleborsa) – All’assemblea annuale della Banca d’Italia, Antonio Patuelli, Presidente dell’ABI, ha commentato a Teleborsa alcuni passi del discorso del Governatore Ignazio Visco.

Da Visco una forte sollecitazione anche per il rilancio dell’attività bancaria a favore della crescita del nostro Paese

“Tutto converge in questo disegno di un rafforzamento della crescita, dello sviluppo e della ripresa dell’occupazione. Su questo le indicazioni di Banca d’Italia sono fortemente convergenti agli indirizzi che noi come ABI auspichiamo, perché non abbiamo funzione di vigilanza”.

“E quindi investimenti per lo sviluppo, investimenti per l’aggiornamento e la sfida tecnologica, che è globale, non è né nazionale né europea, e complessivamente un ammodernamento che in Italia, nel settore bancario, c’è stato di più che negli altri paesi dell’Unione europea”.

“Si pensi che noi, in questo 2019, con oltre 60 milioni di abitanti, abbiamo solamente un centinaio di gruppi bancari o di banche indipendenti in Italia. Questo sta testimoniare un grande sforzo di concentrazione che è avvenuto in Italia e che è anche questo un segno dei fortissimi cambiamenti che negli anni di crisi le banche hanno portato avanti con grandi sacrifici propri, degli azionisti, dei lavorator. Di questo dobbiamo essere consapevoli ed anche un po’ orgogliosi”.

Una necessità anche della conclusione della riforma bancaria in Europa

“La fine della legislatura del Parlamento europeo, avvenuta poche settimane fa, ha portato anche la conclusione delle misure del cosiddetto pacchetto bancario, che ora debbono diventare efficaci, effettive, nel prossimo anno“.

“Queste misure ricalibreranno gli assorbimenti per quello che riguarda le singole forme di prestito che le banche in tutta Europa determinano e ciò produrrà, in Italia, una maggiore possibilità per le banche di fare prestiti alle imprese anzitutto ed anche alle banche”.

“Quindi bisogna andare avanti con il completamento dell’Unione bancaria, non rimanere in mezzo al guado, perché mancano normative identiche in tutta Europa di diritto bancario, finanziario, tributario, fallimentare e soprattutto penale dell’economia, ovverosia le stesse operazioni in un Paese o nell’altro dell’Unione europea possono essere vietate o no penalmente”.

“E’ una contraddizione che deve essere assolutamente sanata e oltretutto bisogna fare un codice penale dell’economia a costo zero.

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