Bankitalia: frenano contratti a termine, rischio calo occupazione al Sud

(Teleborsa) – Il Sud, storicamente in affanno, rischia di pagare un prezzo altissimo sul fronte dell’occupazione, specie nei prossimi mesi. Lo anticipa la Banca d’Italia nell’articolo “La crisi Covid e il mercato del lavoro: alcune conferme, alcune specificità regionali, alcune ipotesi”. Si legge nell’analisi: “ci sembra ragionevole ritenere che nelle regioni del Mezzogiorno potrebbero manifestarsi significativi cali dell’occupazione, soprattutto nei prossimi mesi”.

Questa la spiegazione: “L’incidenza di contratti temporanei stagionali è, infatti, elevata nelle regioni meridionali, soprattutto nel periodo estivo (intorno al 10% in Campania e Sicilia, il 22% in Sardegna). A questo si aggiunge il fatto che nel Mezzogiorno il peso delle attivazioni temporanee complessive supera il 70 per cento in tutte le regioni, mentre al Nord si attesta intorno al 50%”.

Nello studio sono stati presi in esame i dati sui contratti di lavoro attivati e cessati da febbraio almeno fino a metà aprile 2020 di tre regioni: Veneto, Piemonte e Toscana, nelle quali si concentrava il 23,7% dei dipendenti in Italia nel 2019 che evidenziano “una significativa diminuzione del numero di posizioni lavorative dipendenti, ma con qualche differenza tra regioni: il calo è stato meno intenso in Piemonte rispetto alle altre due aree. Tale differenza è riconducibile alla maggiore incidenza in Veneto e in Toscana dell’occupazione a termine e stagionale, soprattutto nei servizi e nel turismo”, particolarmente colpiti dalla crisi economica da Covid-19.

Nel dettaglio, in Piemonte il minor peso del settore turistico determina una minore diffusione dei contratti stagionali: nel 2018 rappresentavano il 3% dei contratti attivati, contro il 10% del Veneto e il 9% della Toscana.
Secondo l’analisi firmata dagli economisti di via Nazionale Giulia Bovini, Silvia Camussi, Mauro Durando, Maurizio Gambuzza, Nicola Sciclone ed Eliana Viviano, la dinamica è confermata se si confrontano con quelli di altre regioni a vocazione turistica (oltre il 34% delle attivazioni sono contratti a termine nella provincia di Bolzano, 10% in Campania e Sicilia, il 22% in Sardegna, con picchi nel periodo estivo). Nel Mezzogiorno il peso delle attivazioni temporanee supera il 70% mentre al Nord si attesta intorno al 50%, il che fa prevedere che “nelle regioni del Sud potrebbero manifestarsi significativi cali dell’occupazione nei prossimi mesi”.

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