Bankitalia e Inps, ecco a chi è andato il bonus da 600 euro

(Teleborsa) – Il bonus per gli autonomi da 600 euro per l’emergenza Covid-19 è andato per due terzi a uomini, lavoratori autonomi con un’età media di 46 anni.

L’identikit è stato tracciato da Bankitalia e Inps che hanno diffuso uno studio congiunto sulle “Prime evidenze sui pagamenti connessi al dl Cura Italia”.

Il bonus, erogato dall’Inps, “ammonta a un totale di circa due miliardi di euro, pari a 3,4 milioni di sussidi, che sono stati erogati tra il 14 e il 23 di aprile”. Per la maggior parte “si tratta di lavoratori autonomi (69,5%) e dipendenti a tempo determinato dell’agricoltura (15,4%), in misura minore i lavoratori dello spettacolo (0,7%)“.

Due terzi dei beneficiari “sono uomini; le donne sono la metà delle partite Iva (o co.co.co) e dei lavoratori stagionali del turismo. Il 12,1% dei beneficiari è nato all’estero” con una “maggiore concentrazione tra gli stagionali del turismo e i dipendenti agricoli, che ammontano rispettivamente al 22,3% e al 29,3% dei percettori”.

L’età media dei beneficiari “è 46 anni (45,6 per le donne, 46,3 per gli uomini); i più numerosi i 45-54enni (pari al 32,8%), i meno numerosi i giovani con meno di 25 anni e gli anziani ultrasessantacinquenni (rispettivamente 3% e 2,2%)”.

“Le regioni maggiormente interessate dal flusso dei pagamenti – aggiungono Bankitalia e Inps – sono state la Lombardia, la Puglia e la Sicilia, che hanno ricevuto quasi un terzo dei sussidi, seguite dall’Emilia Romagna, dal Veneto e dalla Campania”.

Per il tasso di adesione al sussidio (take-up rate), spiegano Bankitalia e Inps, “il rapporto tra il numero di percettori e la popolazione tra i 15 e i 70 anni varia tra il 4,6% (Trieste) e il 14,1% (Ragusa). I tassi di take-up tendono a essere più elevati nel Centro-Nord per i lavoratori con partita Iva, co.co.co e gli altri lavoratori autonomi e nel Mezzogiorno per gli operai del settore agricolo“.

Per i lavoratori stagionali del turismo, “i tassi di adesione più elevati si riscontrano in alcune tra le regioni a più marcata vocazione turistica (Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Sardegna). Quando si prendono in considerazione i soli lavoratori con co.co.co o partita Iva, spicca il take-up elevato in Lombardia e Lazio”.

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