Bankitalia, Angelini riprende banche su “ritardo” prestiti con garanzia

(Teleborsa) – Il sistema bancario ha reagito lentamente all’emergenza ma a regime sembra rispondere bene al carico di lavoro esercitato dai decreti governativi per garantire Liquidità alle imprese.

Paolo Angelini, capo del dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia, in audizione presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, ha fatto il punto della situazione sull’efficacia delle misure messe in campo in risposta all’emergenza Coronavirus nel settore del credito alle attività economiche.

Non sono passati inosservati i ritardi di alcuni istituti di credito nell’erogazione dei prestiti con garanzia dello Stato. “Abbiamo appena inviato una comunicazione a un gruppo di banche che presentano un numero di erogazioni in rapporto alle richieste ricevute inferiore al valore mediano del sistema – ha spiegato Angelini – richiediamo loro di attivarsi rapidamente per rimuovere eventuali cause di ritardo imputabili a loro carenze“.

Angelini lascia quindi sospeso il giudizio sui prestiti con garanzia dello Stato: “deve essere espresso con cautela perché questo meccanismo per il credito alle PMI si è avviato con difficoltà anche se ora sembra si sia messo in moto”, ha puntualizzato. Anche se il dirigente della Banca d’Italia riconosce i meriti degli emendamenti al decreto Liquidità introdotti: “riteniamo che essendo la macchina avviata è molto probabile che questi rallentamenti, se pure ci saranno, non saranno delle dimensioni di quelli che abbiamo visto nel mese di maggio”.

Nel dettaglio, il dirigente della Banca d’Italia ha spiegato che “alcune banche introducono criteri più restrittivi che possono allungare la durata dell’istruttoria o possono portare al diniego del prestito“. Questo perché “pur essendo in presenza di una garanzia del 100%, alcune banche temono il rischio legale legato ad erogare a chi non ha merito di credito”. E con tale riferimento invita il legislatore a intervenire sulla materia: “la mancanza di una norma che faccia salve esplicitamente le banche è uno dei motivi per cui le banche dichiarano di voler guardare le pratiche con attenzione”.

Per Angelini, comunque, è necessario chiarire le procedure per le domande già presentate dopo le modifiche introdotte in sede di conversione del decreto Liquidità: “qui il lavoro da fare c’è sicuramente. Il Mediocredito è al lavoro su questo fronte e siamo fiduciosi”. In particolare, Angelini specifica che è “presumibile che saranno necessarie integrazioni alle domande presentate da parte dei debitori e alle istruttorie degli intermediari, che andranno adeguatamente gestite per evitare nuovi rallentamenti”.

Il capo del dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia ha riferito che il tasso d’interesse medio applicato sui prestiti fino a 25mila euro è dell’1,2% – con punte dell’1,9% ma solo nell’1% dei casi – mentre gli altri finanziamenti previsti dal dl Liquidità e dal dl Cura Italia hanno un tasso medio rilevato del 2,4% circa.

Infine un monito sulle conseguenze dell’emergenza Coronavirus sugli istituti di credito: sono imprese come le altre, e saranno colpite dalla crisi come le altre” – ha detto Angelini – le simulazioni che abbiamo non sono rassicuranti”. E ha aggiunto: “la caduta del PIL non potrà non incidere anche sulle banche“.

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