Bankitalia, al Senato la discussione sulle riserve auree

(Teleborsa) – Al Senato è in corso l’esame delle mozioni sulle riserve auree di Bankitalia di cui si era già avuto notizia nei giorni scorsi e che aveva allertato non poco le più alte istituzioni, a iniziare dal Quirinale.

La mozione della maggioranza, a firma Lega-M5S (primi firmatari Alberto Bagnai e Laura Bottici) chiede infatti di “definire l’assetto della proprietà delle riserve auree detenute dalla Banca d’Italia nel rispetto della normativa europea” e di “acquisire le notizie” su quelle detenute all’estero e sulle “modalità per l’eventuale loro rimpatrio”.

Anche Fratelli d’Italia ha presentato una mozione simile (primi firmatari Fazzolari e De Bertoldi) in cui si chiede al governo un “tempestivo” atto normativo che ribadisca “in maniera esplicita” che le riserve auree sono di proprietà dello Stato italiano e non della Banca d’Italia.

Opposta invece la mozione del Pd (firmatari D’Alfonso e Misiani) che impegna il governo a confermare la “piena autonomia” della Banca d’Italia nella detenzione e gestione delle riserve auree. I dem chiedono inoltre all’esecutivo “di escludere l’esecuzione di qualsiasi intervento volto a ridurre la disponibilità di risorse auree detenute dalla Banca d’Italia per ridurre il debito pubblico, il deficit o per sostenere altri interventi, i cui costi di sistema sarebbero ben superiori ai benefici attesi”.

La politica torna così a guardare all’oro di Bankitalia, con la maggioranza tentata dalla possibilità di usare le riserve auree di via Nazionale per iniziative economiche, che sia evitare una manovra bis o lo scatto delle clausole di salvaguardia e il conseguente aumento dell’IVA.

Sul caso era già intervenuto il governatore di Banca d’Italia, Ignazio Visco. Nel corso del suo intervento alla relazione annuale ai partecipanti dell’istituto centrale, il numero uno di Palazzo Koch aveva chiarito che “i partecipanti al capitale della Banca d’Italia non hanno alcun diritto sulle riserve auree e valutarie della Banca d’Italia, la cui detenzione e gestione costituisce uno dei compiti fondamentali assegnati alle banche centrali dal Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea”.

Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si era detto preoccupato dalla tenuta dell’autonomia di via Nazionale in occasione della promulgazione della legge sulla commissione sulle banche (voluta fortemente dal M5S) firmata ma con riserva. In una lettera ai presidenti di Camera e Senato, il Capo dello Stato aveva ribadito che “i limiti all’attività delle commissioni sono derivanti dalla Costituzione e puntualmente indicati dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale”.

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