Bank of Japan, alto rischio ricaduta in deflazione e fallimenti aziende

(Teleborsa) – Non c’è stato un accordo unanime sull’outlook e sulle misure di politica monetaria da approntare all’ultima riunione del Board della Bank of Japan, tenutosi il 15-16 giugno 2020, che ha portato alla conferma degli ampi stimoli approntati nei mesi di aprile e maggio.

Durante quella riunione, la banca centrale nipponica era apparsa più ottimista sulle possibilità di ripresa dell’economia, ma i verbali pubblicati stamattina hanno rivelato che doversi membri della BoJ sono apparsi piuttosto preoccupati circa il rischio di una ricaduta in deflazione.

Il problema risiede nell’evoluzione della crisi all’estero, dove i contagi si moltiplicano ed il commercio stenta a riprendere, con conseguente rallentamento dell’export. Una dinamica che non può non avere impatti sull’economia giapponese a forte vocazione internazinoale.

I banchieri centrali hanno infatti espresso preoccupazione sulla possibilità di fallimenti a catena delle imprese nipponiche, anche se non hanno trovato un accordo su interventi volti ad evitare l’insolvenza, che non verrebbe evitata neanche con interventi mirati ad assicurare la liquidità. Secondo alcuni membri del board, la BoJ dovrebbe evitare di iniettare direttamente denaro e lasciare il compito alla politica fiscale.

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