Bank of England, le richieste dell’UE per la City sono “irrealistiche”

(Teleborsa) – Il governatore della Banca d’Inghilterra, Andrew Bailey, ha accusato l’Unione europea di richiedere standard inaccettabili alle banche della City per conformarsi alle normative di Bruxelles, “standard che non richiede nemmeno a se stessa”. Parlando online alla cena annuale di Mansion House, Bailey ha affermato di non capire perchè l’UE non può concedere al Regno Unito lo status di equivalenza, un riconoscimento reciproco degli standard normativi, come ha fatto con Canada, Stati Uniti, Australia, Hong Kong e Brasile.

“L’UE ha sostenuto che deve capire meglio come il Regno Unito intende modificare o alterare le regole in futuro”, ha detto Bailey, salvo sottolineare che “questo è uno standard a cui l’UE non impone a nessun altro Paese” e che considera “irrealistico, pericoloso” e incoerente il modo in cui l’UE ha operato. Ha detto che c’erano solo due spiegazioni per le azioni dell’UE, “nessuna delle quali resiste a un esame approfondito”, e ha sostenuto che Bruxelles stava effettivamente chiedendo al Regno Unito di “prendere regole pure e semplici”.

Il numero uno della Bank of England ha sottolineato che i sistemi finanziari aperti sono stati fondamentali per la prosperità globale e per la ripresa dalla pandemia. “Abbiamo l’opportunità di andare avanti e ricostruire le nostre economie, dopo il Covid, supportarle con i nostri sistemi finanziari. Ora non è il momento di avere una discussione regionale“, ha detto Bailey.

Secondo le stime del quotidiano britannico The Times, già 7.000 posti di lavoro nel settore finanziario sono migrati nell’Unione europea a seguito della Brexit.

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