Bank of England conferma status quo. L’inflazione non allarma i banchieri

(Teleborsa) – Il Comitato di politica monetaria della Bank of England ha confermato una politica accomodante con l’intento di centrare il target di inflazione del 2% e sostenere la crescita e l’occupazione.

Il Board ha infatti ritenuto adeguato l’attuale orientamento di politica monetaria, votando votato all’unanimità il mantenimento di un tassi di interesse allo 0,1%. Confermati anche gli acquisti di bond societari investment grade per un ammontare di 20 miliardi di sterline. Il Comitato ha poi votato a maggioranza, con 8 voti a favore e 1 contrario, il mantenimento de piano di acquisto di titoli di stato fino ad un massimo di 875 miliardi di sterline.

Nell’ultimo rapporto di maggio sulle proiezioni economiche, gli economisti della banca centrale prevedevano una crescita sostenuta del PIL ed una accelerazione temporanea dell’inflazione al di sopra dell’obiettivo del 2%, ma l’andamento più brillante dell’economia mondiale e l’impennata dei prezzi delle materie prime ha indotto lo staff a rivedere al rialzo le proprie aspettative sul PIL del secondo trimestre di circa l’1,5%. L’inflazione, salita dall’1,5% di aprile al 2,1% di maggio, è attesa in ulteriore aumento, temporaneamente al di sopra del 3%, a causa dell’andamento dei prezzi dell’energia e di altre materie prime.

Il Board ritiene che l‘impatto degli aumenti dei prezzi delle materie prime sull’inflazione sarà transitorio e conferma l’esistenza di rischi nei due sensi che l’andamento dei prezzi si discosti da questo trend. Nel ritenere appropriato l’orientamento della politica monetaria, il Comitato ha fatto riferimento alle prospettive ed aspettative di inflazione a medio termine piuttosto che su fattori che possono essere transitori.

Il Board assicura che “continuerà a monitorare da vicino la situazione e avvierà tutte le azioni necessarie per raggiungere il suo mandato”. In ogni caso, conferma che “non intende inasprire la politica monetaria almeno fino a quando non vi saranno prove evidenti che si stanno compiendo progressi significativi nell’eliminazione della capacità inutilizzata e nel raggiungimento dell’obiettivo di inflazione del 2%”.

L’impostazione ancora fortemente da “colomba” della banca centrale inglese ha prodotto una immediata svalutazione della sterlina, che si è posizionata sul dollaro a 1,3909 (-0,37%) e dell’euro a 1,1644 (-0,49%)

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