Bank of England, Carney non vede l’urgenza di alzare i tassi a causa della sterlina

(Teleborsa) – Il pesante deprezzamento della sterlina ai minimi da 7 anni, conseguente alla probabile vittoria del referendum anti Europa, non metterà fretta alla bank of England in materia di tassi d’interesse. Lo confermano alcuni interventi del banchieri centrali presso il parlamento.

Normalmente, un deprezzamento della valuta, dovrebbe tradursi in un aumento dei prezzi import ed in un’accelerazione dell’inflazione, che potrebbe avvicinare pericolosamente il target del 2% fissato dalla Bank of England, a dispetto dei bassi prezzi petroliferi.

Tuttavia, i responsabili della politica monetaria non ritengono che questa sia un’equazione lineare e che, anzi, proprio la svalutazione rappresenterebbe uno dei fattori che tengono bassa l’inflazione. Perché? Secondo il membro della BOE Martin Weale, la debolezza della sterlina potrebbe tradursi anche in un indebolimento della fiducia di consumatori ed imprese, che si svilupperebbe in un conseguente deterioramento delle condizioni economiche e in un abbassamento dell’inflazione. 

Non ne è convinto invece il Governatore Mark Carney, che in un intervento al Parlamento, ha confermato che la BOE non ha ancora preso decisioni in merito a quelli che potrebbero essere gli sviluppi del referendum sulla Brexit. “I recenti movimenti (del cambio) sono stati influenzati dal voto”, ha detto Carney, precisando che “quel che conta per la politica monetaria non è la persistenza di tali movimenti e le ragioni che stanno dietro”. 

Assieme ad altri membri della BOE, Carney, che proprio qualche giorno fa ha definito i tempi di un rialzo dei tassi prematuri, non vede ancora segni concreti di indebolimento del sentiment di consumatori ed imprese e, sino a quel momento, non terrà conto dell’esito del voto, proseguendo su una rotta della politica monetaria espansiva, come confermato il mese scorso.

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