Banda ultralarga, l’UE dà il via libera agli investimenti del governo italiano

(Teleborsa) – Via libera dell’UE al piano italiano per la banda ultralarga, che si propone di superare il digital divide e prevede investimenti pubblici e privati. Proprio in relazione alle risorse messe in campo dal governo italiano è stato necessario ottenere il parere favorevole della Commissione ed escludere l’ipotesi di aiuti di stato. 

La Commissione europea ha stabilito che il piano in questione, che prevede un apporto pubblico di circa 4 miliardi di euro, è in linea con le norme dell’Unione in materia di aiuti di Stato. La strategia porterà l’accesso veloce a internet in aree in cui non è al momento disponibile, senza falsare indebitamente la concorrenza.

“Il piano per la banda larga ad alta velocità porterà internet più veloce a consumatori e imprese. Aiuterà il paese a dotarsi delle infrastrutture necessarie, contribuendo così alla creazione di un mercato unico digitale connesso nell’UE. Grazie ad una buona cooperazione con l’Italia, abbiamo potuto completare l’esame del nuovo piano  con grande rapidità”, ha commentato la Commissaria responsabile della politica della concorrenza, Margrethe Vestager.

In linea con gli obiettivi del mercato unico digitale, la strategia italiana per la banda ultralarga mira ad aumentare la copertura della banda larga ad alta velocità, contribuendo così al raggiungimento dell’obiettivo nazionale di estenderla all’85% della popolazione e a tutti gli edifici pubblici (in particolare a scuole e ospedali) con una connettività di almeno 100 Mbps. Il piano sarà in vigore fino al 31 dicembre 2022.

Lo stato italiano finanzierà completamente la nuova infrastruttura, che resterà di proprietà pubblica, e incaricherà un concessionario della gestione della rete. 

La Commissione ha rilevato che la strategia dell’Italia: comporterà la spesa di denaro pubblico per aree poco servite senza escludere gli investimenti privati; promuoverà l’utilizzo delle infrastrutture esistenti; stimolerà la concorrenza tra operatori e al livello del mercato al dettaglio; comporterà la concessione di aiuti di Stato mediante gare di appalto aperte.

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