Banda ultralarga, Cattaneo (A.D. TIM): “Abbiamo rispettato le regole”

(Teleborsa) – “Noi riteniamo di essere assolutamente nel rispetto delle regole”. Lo ha dichiarato il numero uno di di TIM, Flavio Cattaneo, nel corso dell’audizione dei vertici del gruppo di telecomunicazioni davanti alle commissioni Lavori pubblici e Industria del Senato.

I vertici dell’azienda sono intervenuti in merito ai recenti sviluppi del piano di realizzazione della banda larga e ultralarga nel Paese dopo le ultime i accuse da parte del Governo alla società di voler ostacolare il piano governativo di realizzazione della rete pubblica in fibra ottica affidata ad Open Fiber la società di Enel  e Cassa Depositi e Prestiti, investendo nelle aree dove Open Fiber si è aggiudicata il primo bando.

“Ci si accusa di aver cambiato repentinamente e senza giustificazioni la nostra posizione rispetto alle aree a cosiddetto fallimento di mercato” e attraverso questo cambiamento di avere il pensiero di bloccare queste costruzioni di infrastrutture da parte del vincitore della gara Infratel”, ha detto Cattaneo. “Ci sono prove evidenti che dimostrano che sia le accuse dichiarate che quelle sottointese sono destituite di ogni fondamento, non solo giuridico ma anche di sostanza. Nel 2015 è stato chiesto di comunicare dove volevamo investire e non dove non volevamo investire. Nel 2016 abbiamo detto di voler modificare i nostri piani e una mattina di giugno 2017 ci sentiamo dire di aver applicato cambi repentini al piano”, ha sottolineato Cattaneo.
Nessuna accelerazione, quindi, ha detto l’ A.D. di TIM spiegando:” quando abbiamo iniziato a sviluppare i nostri piani non esisteva nemmeno il piano banda ultralarga del Governo”.

Per Cattaneo, TIM si attiene in pieno alle regole: “La normativa europea prevede che lo Stato ogni anno, anytime, verifichi se vuole cambiare i propri piani, altrimenti è utilizzo improprio di soldi pubblici. Il Gruppo ha comunicato realtime i suoi piani – ha spiegato Cattaneo – in quanto alcune aree sono diventate pian piano commercialmente compatibili con il ritorno economico. Per cui riteniamo di essere nel rispetto delle regole. Non c’è mai stato alcun divieto di cambiare idea. La tecnologia è aumentata, si sono abbassati i costi e abbiamo deciso di investire anche nelle aree a fallimento di mercato. E la normativa lo consente. Quello che non consente è che si blocchi un investimento privato a favore di uno pubblico”, Flavio Cattaneo è lapidario nelle sue risposte non lascia spazio all’immaginazione.

Nella mattinata di ieri, 21 giugno, sullo stesso tema sono stati ascolti i vertici di Open Fiber, l’amministratore delegato Tommaso Pompei e il Presidente Franco Bassanini. Pompei ha messo in chiaro: “Non c’è nessun merito di Open Fiber (OF) nell’avere una rete a tutta fibra. Siamo semplicemente arrivati dopo. Ma utilizzare questa tecnologia ha i suoi vantaggi” ha detto l’amministratore delegato di OF. 

Intanto, il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, è pronto al confronto con Telecom Italia  e gli altri operatori di settore sul piano della banda ultralarga anche se il Governo rimane fermo sulle sue posizioni. Cattaneo non entrando nel merito dei rilievi mossi dall’Esecutivo si è detto “disponibile con piacere a un incontro con il Ministro”.

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