Banda larga, Colao: inaccettabile il divario nel Paese

(Teleborsa) – Il ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao ha definito “inaccettabile” il divario tra alcune aree del Paese ed altre in tema di banda larga e accesso a internet. “Non andiamo bene come Paese, stiamo lasciando indietro parti del Paese. Con questa pandemia abbiamo tutti imparato a lavorare da remoto ma c’è il rischio che questo allarghi alcune distanze invece che chiuderle”, ha detto in occasione di un webinar organizzato dall’ASVIS, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, sul Piano nazionale di ripresa e resilienza e la Legge di Bilancio 2021.

“Quando si dice che in alcune aree del paese ci sono il 90% di scuole connesse e in altre 60% può sembrare una piccola differenza – ha spiegato il ministro – ma vuol dire che in alcune aree escludiamo degli studenti quattro volte di più che in altre. Questo è inaccettabile, crea uno svantaggio di vita terribile. Leggevo una ricerca che dice che il differenziale nell’apprendimento comincia ad essere molto visibile dopo 8-12 settimane quindi non ci possiamo permettere di avere alcune aree svantaggiate e così a lungo”. Un ragionamento strettamente legato alla missione che è stata affidata al suo Ministero: “il mio riferimento non possono che essere i giovani. Il mio datore di lavoro, oltre che Draghi, è la generazione che nel 2030 vedrà i benefici delle cose che facciamo. È giusto dare opportunità ai giovani”.

L’Italia è un Paese con “grandissime eccellenze“, ha sottolineato il ministro, “quello in cui non siamo forti è la velocità e la capacità di mettere velocemente a frutto l’innovazione. Abbiamo un ambiente regolatorio, di norme e di limiti, che rappresentano non un ostacolo alle idee ma un ostacolo alla trasformazione delle idee e alla sperimentazione delle idee”. Colao ha parlato poi di un progetto in fase di discussione con gli altri ministri, un’idea che risale ai tempi del ministro Pisano, cioè “l’introduzione del concetto di terreni di sperimentazione delle innovazioni”. “Dobbiamo dare a questi innovatori la possibilità di sperimentare in maniera sicura ma potendo andare oltre le regole, le norme di oggi, tutto quello che esce dalla loro ricerca – ha spiegato – Non ci manca la capacità di fare rete ma ci mancano dei terreni in cui sperimentare l’innovazione”.

“Questo è il primo governo che ha due ministeri che hanno il nome transizione nella loro dicitura. È un cambiamento di approccio – ha aggiunto – non solo lessicale: il policy making è gestire processi di transizione che richiede una visione condivisa forte, di piani che si implementano ed eventualmente si cambiano lungo la strada”. Quanto al Piano nazionale di ripresa e resilienza, il ministro Colao ha detto che si stanno valutando alcuni cambiamenti. “Forse dovremo spendere di più di quello che è stato previsto fino ad oggi ma soprattutto bisogna fare, realizzare. Non ci possiamo più permettere di perdere tempo”. “Abbiamo eccellenze sanitarie e zone dove si riesce a fare erogazione di servizi in maniera digitale e remota altre dove non si riesce. Ovviamente dove si riesce i costi sono più bassi di conseguenza anche la capacità di raggiungere i cittadini aumenta. Quindi di nuovo stiamo lasciando fuori aree del paese e questo non è accettabile”, ha concluso.

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