Banche, Visco: “Opportuno armonizzare regole risoluzione crisi intermediari medio-piccoli”

(Teleborsa) – “L’attuale congiuntura economica rende particolarmente urgente il completamento e il rafforzamento del complessivo disegno dell’Unione bancaria, che allo stato si fonda sui due soli pilastri dei meccanismi unici di vigilanza e di risoluzione”, mentre resta incompiuta, a causa della diversità fra gli Stati membri della Ue, la costituzione di un sistema unico di assicurazione dei depositi (European Deposit Insurance Scheme).

E’ quanto affermato dal Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco nel suoi intervento introduttivo al convegno “Le crisi bancarie: risoluzione, liquidazione e prospettive di riforma alla luce dell’esperienza spagnola e italiana, organizzato dalla Consulenza legale dell’Istituto di Via Nazionale.

Visco ha ricordato che a giugno l’Eurogruppo “ha preso pragmaticamente atto del fatto che gli sforzi dovranno per ora concentrarsi sul rafforzamento del quadro comune già esistente per la gestione delle crisi bancarie e del ruolo dei sistemi nazionali di garanzia dei depositi“, soprattutto alla luce delle “carenze dimostrate dal quadro normativo attuale, e in particolare con riferimento alle crisi delle banche piccole e medie finora escluse dalla risoluzione”.

In un raffronto fra le esperienze spagnola (Banco Popular) ed italiana (le quattro casse di risparmio salvate), il Governatore ha sottolineato che “da lungo tempo il legislatore italiano ha riconosciuto la specificità delle problematiche poste da una crisi bancaria, istituendo una procedura ad hoc, distinta da quella prevista in via generale per le crisi d’impresa”, in particolare la liquidazione coatta amministrativa che fu estesa a tutte le banche nel 1936. Una normativa che – afferma Visco – punto di riferimento per le “a può offrire utili riferimenti per la regolamentazione delle crisi delle banche medio-piccole, per le quali l’SRB ritiene insussistente l’interesse pubblico alla risoluzione”.

“Il quadro normativo a oggi vigente, frutto della compresenza della disciplina sovranazionale della risoluzione e delle procedure nazionali di insolvenza, trova evidenti difficoltà nell’offerta di soluzioni soddisfacenti, in particolare riguardo agli intermediari medio-piccoli“, ha ribadito il Governatore, notando che “la gestione delle crisi ancora quindi dipende dalle procedure nazionali di insolvenza che non sono tuttavia armonizzate e risentono di differenze profonde“. Occorre dunque in ambito europeo “definire strumenti e presidi comuni per la gestione di queste crisi”.

Visco ha fatto cenno al l progetto Unidroit sull’insolvenza delle banche medie e piccole, di cui la banca d’Italia si è fatta promotore, che prevede schemi di liquidazione gestiti da autorità amministrative i grado di “favorire trasferimenti tempestivi delle attività e delle passività a intermediari in bonis”, di “sostenere la conservazione del valore economico dell’attività” e garantire “una miglior tutela degli stakeholders coinvolti nel dissesto dell’intermediario”.

“L’opera di revisione dell’attuale sistema dovrebbe tenere in considerazione le specificità degli intermediari, evitando soluzioni che possano poi paradossalmente determinare effetti negativi“, ha affermato Visco, sottolineando “è nota la difficoltà che molte banche medio-piccole si troverebbero a fronteggiare per soddisfare il requisito di un adeguato importo di passività assoggettabili a bail-in (Minimum Requirement for own funds and Eligible Liabilities, MREL), quando fosse determinato specularmente a quello a oggi
previsto per gli operatori di maggiori dimensioni”.

“Nell’esperienza del nostro Paese – ha ricordato Visco – la procedura di liquidazione coattiva affidata ad autorità amministrative ha consentito di allocare con sufficiente rapidità le attività e passività delle banche in crisi. Di pari passo con l’uscita dal mercato degli intermediari responsabili di irregolarità o perdite di eccezionale gravità, sono state assicurate la tutela dei depositanti e la continuità dei servizi bancari e delle relazioni creditizie a beneficio della clientela. Quale che sia la scelta che prevarrà nella disciplina europea, sarà comunque imprescindibile valorizzare il ruolo dei Fondi di garanzia dei depositanti (Deposit Guarantee Schemes, DGS), e in particolare le potenzialità insite nei loro interventi preventivi e alternativi”.

“Le diverse opzioni disponibili per il rafforzamento del quadro normativo per la gestione delle crisi bancarie non devono comunque far perdere di vista la necessità di un sistema unico di garanzia dei depositi, a logico complemento della responsabilità condivisa per la vigilanza e la risoluzione delle banche, secondo il disegno originario dell’Unione bancaria”.