Banche, Visco: “In Italia progressi significativi ma servono riforme”

(Teleborsa) – Pensare che la politica monetaria rimanga inerme difronte al rischio di recessione o deflazione causato da prospettive economiche incerte dell’area euro “sarebbe un errore”. È quanto ha affermato, oggi, il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel suo intervento all’Aaron Institute for Economic Policy Conference 2019 a Herzliya, in Israele.

“Le banche centrali – ha aggiunto Visco – possono contare su un’ampia gamma di strumenti a supporto dell’attività economica e, se necessario, l’Eurosistema è pronto a utilizzarli tutti per adempiere al suo mandato. Ma la politica monetaria non dovrebbe rimanere la sola a sostenere l’economia. In assenza di un bilancio europeo comune, le minacce alla crescita e alle prospettive inflazionistiche richiedono un maggiore coordinamento delle politiche di bilancio nazionali. Mentre le riforme strutturali fornirebbero un aiuto essenziale aumentando le dinamiche della produttività”.

“Dopo una solida crescita nel 2017 e all’inizio del 2018, il Pil mondiale ha rallentato significativamente nella seconda metà dell’anno scorso. Sebbene ci siano segni che la frenata sembra essersi arrestata, in molti paesi l’attività economica rimane debole” ha affermato Visco. Secondo il Governatore della Banca d’Italia “nel breve termine permangono rischi globali” e le prospettive “rimangono vulnerabili alle persistenti tensioni commerciali”. Inoltre – ha aggiunto – “le tensioni commerciali, per lo più alimentate dalla nuova strategia protezionistica perseguita dagli Stati Uniti, e i loro effetti sulla fiducia, in particolare delle imprese private, contribuiscono in modo significativo a questo scarso andamento dell’economia mondiale”.

In Italia, secondo Visco, “ci sono stati progressi significativi” nel percorso di superamento delle difficoltà create dalla crisi finanziaria e “l’attività economica ha registrato una crescita leggermente positiva nei primi mesi di quest’anno”. Tra i punti sottolineati dal Governatore vi sono il dimezzamento degli Npl e il considerevole aumento degli accantonamenti e della capitalizzazione delle banche. Elementi positivi anche se, ha sottolineato Visco, “il retaggio della recessione double-dip (pil che passa in negativo dopo uno o due trimestri in positivo, ndr) continua a pesare su alcuni intermediari” e “il deterioramento delle prospettive internazionali ha avuto un forte impatto negativo sull’economia italiana” con principali organismi internazionali che prevedono “un ulteriore rallentamento quest’anno”. Per tornare sulla strada “di una crescita sostenibile, l’Italia – secondo Visco – deve affrontare i suoi due problemi strutturali principali: la stagnazione della produttività in corso dagli anni ’90 e l’alto livello di debito pubblico”. “Ulteriori progressi – ha aggiunto – dipenderanno non solo dagli sforzi continui delle banche per migliorare i loro bilanci e le strategie di prestito ma, soprattutto, dalla loro capacità di affrontare le sfide poste dalla rivoluzione digitale, adottare strategie basate su maggiori investimenti in nuove tecnologie, ridurre i costi operativi e ristrutturare la propria rete di distribuzione”.

“La speranza è che, dopo le prossime Elezioni europee, saranno stabilite le condizioni per riprendere l’agenda delle riforme, portandole avanti con rinnovato vigore. Altrimenti, come dice la canzone the long and winding road (la strada lunga e tortuosa ndr) non finirà mai” ha concluso Visco.

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