Banche, via libera dell’Ecofin a pacchetto misure che riducono rischi

Approvato il cosiddetto "pacchetto banche", una serie di riforme del mondo del credito discusse per due anni per rafforzare l'unione bancaria europea

(Teleborsa) L’approvazione del cosiddetto pacchetto bancario in sede Ecofin è “complessivamente soddisfacente”, rappresenta l’esito “di un lavoro molto rilevante che complessivamente ci ha consentito di ottenere risultati significativi che determinano un pacchetto più equilibrato tra stabilità finanziaria da una parte e attività di sostegno alla crescita” da parte delle banche dall’altra. Lo ha  detto Roberto Gualtieri, presidente della Commissione per i problemi economici e finanziari del Parlamento europeo (Econ), incontrando la stampa per fare il punto sugli ultimi sviluppi del nuovo pacchetto banche a Bruxelles, alla presenza di Antonio Patuelli e Giovanni Sabatini, presidente e dg dell’Abi, che ha visto accogliere numerose delle richieste avanzate.

Nuove regole in arrivo dunque per garantire, da un lato, stabilità e riduzione del rischio per le banche europee e favorire dall’altro il ritorno “ad una sana attività di credito degli istituti nei confronti dell’economia reale”.
Il “pacchetto bancario” approvato  dal Trilogo Ue, composto da Consiglio, Parlamento e Commissione e dall’Ecofin, a cui ha lavorato il presidente della commissione Econ del Parlamento Ue Roberto Gualtieri, verrà approvato dal Parlamento europeo in seduta plenaria, con molta probabilità tra febbraio e marzo del 2019  e successivamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale tra aprile e maggio e introduce diverse novità regolamentari .
Cessioni di Npl meno costose – Patuelli e Gualtieri, hanno ricordato che che sulla questione degli Npl, Strasburgo ha ammorbidito i requisiti di gestione dei nuovi Non Performing Loans, precisando che  “ora la palla passi ai governi Ue”.
Buone notizie dunque per le banche italiane che potranno beneficiare delle nuove oltre che più flessibili norme sulla gestione dei nuovi Npl. I crediti deteriorati, infatti, rappresentano il 10% del totale dei crediti nostrani, un dato che di certo bene non figura con il 3,6% europeo. Il nuovo approccio però prevederà un allungamento dei tempi per la svalutazione dei Non performing loans che potranno essere generati dai nuovi prestiti. “Sugli Npl – ha infatti precisato Patuelli – tengo a dire che questo pacchetto di misure concordate arriva dopo una forte riduzione di crediti deteriorati già effettuata. La riduzione sotto i 40 miliardi di sofferenze nette, che sono quelle che contano, è un risultato già raggiunto”.
 
 
Prestiti alle Pmi più facili – Si chiama “SMEs Supporting Factor”  la misura che prevede l’ampliamento del valore delle esposizioni da 1,5 a 2,5 milioni per i finanziamenti nei confronti delle Pmi che consentono un minore assorbimento di capitale. Questo trattamento meno penalizzante era stato introdotto nella CRR nel 2013 in maniera transitoria, quindi per un periodo limitato, e solo per le esposizioni fino a 1,5 milioni.
Incentivi per gli investimenti in software – E’ prevista l’inclusione del valore degli investimenti in software fatti dalle banche nel calcolo del rispettivo capitale di vigilanza per non penalizzare  la trasformazione tecnologica varata dalle banche italiane
Meno richieste per le banche più piccole -Come auspicato dall’Abi, via libera ad alcuni correttivi utili a garantire maggiore proporzionalità nelle richieste verso banche di minor dimensione e complessità operativa. Per questo, introdotta una definizione di piccole e meno complesse istituzioni (quelle con totale attivo inferiore a 5 miliardi di euro) nei confronti delle quali l’Eba dovrà decidere una complessiva riduzione di misure di reporting che comporteranno una riduzione dei costi tra il 10 e 20%, nonché un regime semplificato per la gestione della liquidità di lungo periodo (Nsfr).
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