Banche venete, salvataggio non avrà implicazioni su giudizio Bruxelles conti pubblici

(Teleborsa) – Il salvataggio delle banche venete deciso lo scorso weekend trova la condivisione di tutti: il governo che ne è stato il regista, la comunità economica e finanziaria, che ha tirato un sospiro di sollievo per le ripercussioni che un fallimento incontrollato avrebbe potuto avere sul settore creditizio e sull’economia del Nord-Est, ed, infine, la Commissione europea, che giudica l’operazione appropriata ed in linea con le regole europee sugli aiuti di Stato. 

Sul punto è tornato oggi il ministro Padoan, sottolineando che il salvataggio ha prodotto una distensione delle tensioni presenti nel settore del credito e che è in linea con le regole europee. Inoltre, il ministro ha smentito che vi saranno impatti sui conti pubblici, poiché le risorse erogate verranno recuperate ed i 17 miliardi di garanzie sono solo ipotetici.

E’ dello stesso parere il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, che in una conferenza stampa a Bruxelles ha parlato del caso banche venete, sottolineando che le regole europee “non sono state un problema, ma la soluzione” di questa vicenda e che la soluzione prescelta dal governo italian è in linea con tali regole.

Il commissario europeo ha poi riconosciuto che il salvataggio “è un onere considerevole per i contribuenti”, dato che ripartisce il costo fra i privati (azionisti ed obbligazionisti) e lo Stato-contribuenti con 5,8 miliardi liquidi attribuiti ad Intesa Sanpaolo.

In relazione al problema del rispetto del Patto di stabilità, anche Dombrovskis ha dato qualche rassicurazione, ricordando che normalmente questi aiuti sono trattati come “una tantum” e quindi “non incidono nella nostra discussione sullo sforzo strutturale che le autorità italiane dovranno fare nella preparazione del bilancio dell’anno prossimo”.

Frattanto, il via libera al decreto sulle banche venete dovrebbe arrivare entro giovedì prossimo da parte della commissione Finanze della Camera. A confermarlo lo stesso presidente della commissione, Maurizio Bernardo, il quale afferma che non vi saranno sorprese perché il testo è blindato, dato che le modalità sono state concordate con Bruxelles nei minimi dettagli. L’approdo in Aula è previsto per lunedì 10 luglio.

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