Banche venete, la Camera approva il decreto

(Teleborsa) – Via libera al decreto Banche venete, dopo il voto di fiducia dal governo arrivato mercoledì. La Camera ha detto sì al piano per la liquidazione di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, con 211 voti a favore, 91 voti contrari e 3 astensioni.

A favore tutta la maggioranza ad eccezione di Mdp, mentre il Movimento 5 Stelle ha fatto ostruzionismo al provvedimento, prolungando molto i lavori.

Secondo il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, l’approvazione alla Camera del decreto banche venete rappresenta “un passo importante verso l’approvazione definitiva”. 

Ricordando che il fallimento non controllato delle due banche avrebbe avuto pesanti ripercussioni sull’economia di una regione florida come il Veneto, Baretta ha ribadito “il nostro obiettivo è sempre stato quello di dare sicurezza al territorio, ai risparmiatori, alle famiglie e alle imprese ed evitare crisi occupazionali”.

Frattanto, proprio sugli aspetti occupazionali, Banca Intesa Sanpaolo ha finalmente raggiunto l’accordo con i sindacati sugli esuberi: sono previsti 4 mila prepensionamenti su base volontaria entro il 31 dicembre 2017 (prima finestra d’uscita 1° ottobre 2017), di cui almeno mille nel perimetro delle ex Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, facendo ricorso al Fondo di Solidarietà per un periodo massimo di 7 anni per i lavoratori delle banche venete e 5 anni per quelli di Intesa Sanpaolo.

Il sindacato dei bancari FABI ha commentato positivamente l’accordo, sottolineando che “evita licenziamenti e mette in sicurezza lavoratori che fino a ieri vedevano duramente compromessa la propria stabilità lavorativa”.

“E’ un accordo importante che rappresenta un tassello decisivo dell’intera operazione di salvataggio”, ha affermato il segretario generale della Uilca, Massimo Masi.

“Siamo soddisfatti del primo pezzo di strada, ma ne resta da fare ancora molta per tutelare i lavoratori sul territorio e per dare risposte sul futuro degli oltre settecento dipendenti rimasti fuori dal perimetro di Intesa Sanpaolo”, ha sottolineato con maggiore prudenza il segretario generale di First Cisl, Giulio Romani.

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