Banche venete, il Governo studia il “piano salvezza”

(Teleborsa) – Banche venete ancora nei pensieri del Governo, con Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca che aspettano di essere traghettate verso la salvezza. Dopo che Intesa Sanpaolo si è detta pronta all’acquisizione anche se ha dettato le condizioni, ora si tratta con il Tesoro per cercare di far confluire in una Bad bank tutte le attività che Intesa non vuole. Quindi crediti deteriorati (sofferenze, inadempienze probabili e esposizioni scadute), crediti in bonis ad alto rischio e le obbligazioni subordinate emesse, nonché partecipazioni e altri rapporti giuridici considerati non funzionali all’acquisizione.

Si calcola che tra tutto la Bad bank avrà in pancia circa 20 miliardi attività “malate”. 

Intanto, il Governo farà la sua parte. Il Sole 24 Ore spiega che si vanno delineando due decreti: uno che estenda l’utilizzo del decreto salva banche alle due venete e l’altro che disponga la liquidazione e dia a Bankitalia la possibilità di nominare i commissari.

Gianni Mion, presidente della Banca Popolare di Vicenza a chi gli chiedeva un commento sull’offerta di Intesa ha risposto: “non posso valutarla perché io sono stato bocciato, il piano che avevamo presentato è stato bocciato” E il CdA di Pop Vicenza si potrà dimettere prima della decadenza? “Aspettiamo – ha detto Mion- faremo un consiglio tra oggi e martedì”. Sul tavolo c’e’ solo l’offerta di Intesa. “A me risulta cosi”, ha continuato. Quindi Intesa ha la proverbiale moglie ubriaca e botte piena? “Si, beati loro” ma “tutti pensano basti 1 euro: non è così!”, ha tuonato il presidente dell’istituto bancario.

Di diverso avviso Vincenzo Boccia. Il presidente di Confindustria parlando dell’offerta ha commentato: “E’ buona. Accontentiamoci pragmaticamente di un’offerta e di una grande banca senza la quale avremmo avuto molti più problemi”, ha dichiarato Boccia durante l’assemblea di Confindustria a Firenze, dicendo si non vedere “alternative possibili” su cui lavorare. “

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