Banche venete ancora in bilico

(Teleborsa) – E’ da mesi che le autorità europee stanno valutando il salvataggio di Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Una strada che rimane piena di insidie per i due istituti veneti dopo l’ultima porta in faccia chiusa da Bruxelles.

Che siano stati fatti “errori” è cosa nota come rivelato dal Presidente del parlamento europeo Antonio Tajani. Anche l’agenzia di rating Standard & Poor’s sulle due venete ha sottolineato che “il principale rischio è legato alla percezione che possono avere investitori e depositanti”. Una questione di fiducia che manca. Certo le due venete non brillano per la fiducia dopo le ultime vicende che hanno coinvolto le due banche. Veneto Banca è finita al centro di un nuovo filone di inchiesta della Procura di Roma perché avrebbe sborsato oltre 14 milioni di euro per 462 opere d’arte pagate in media tra il 70 e l’80% in più rispetto al loro valore di mercato. E’ lo shopping dissennato degli ex vertici di Veneto Banca che rimbalza sui media proprio nelle settimane in cui la ex popolare veneta, insieme alla Popolare Vicenza, spera nel soccorso del Tesoro e della Commissione UE per evitare il bal-in

E’ notizia di oggi un nuovo salvataggio d’emergenza fra le banche europee. La big spagnola Banco Santander ha rilevato la banca in difficoltà Banco Popular Espanol per la cifra simbolica di 1 euro, evitando così la temutissima applicazione della normativa europea sul bail-in, ma per le banche venete la strada è ancora in salita. Il tempo stringe ed evitare un fallimento che possa coinvolgere tutto il sistema bancario è d’obbligo. Secondo i ben informati, le autorità di Roma e di Bruxelles starebbero valutando una terza via di fuga: una liquidazione ordinata della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca che le faccia uscire gradualmente dal mercato, senza far scattare la temuta  procedura europea di risoluzione con il bail-in. Uno scenario possibile previsto dalle disposizioni europee, benché la decisione di mettere le banche in liquidazione spetti alle autorità italiane.

Banche venete ancora in bilico