Banche UE, aspettative tassi non toccate da Ucraina. Ben posizionate

(Teleborsa) – Le tensioni geopolitiche in Ucraina hanno pesantemente impattato l’andamento in borsa delle banche europee, ma avendo un’esposizione diretta molto limitata a Russia e Ucraina continuano a mantenere un vantaggio in termini di valore e miglioramento della performance. Inoltre, i risultati del quarto trimestre 2021 hanno ampiamente soddisfatto le aspettative, con prospettive ancora favorevoli per la qualità degli asset e forti impegni di ritorno del capitale. Con le aspettative sull’aumento dei tassi poco cambiate, le prospettive per le banche europee sono quindi ancora positive. È la fotografia del settore fatta da Credit Suisse, che ha analizzato bilanci al 31 dicembre ed esposizione alla guerra in Ucraina delle maggiori banche del Vecchio Continente.

Il rapporto evidenzia che banche che hanno rivelato nuovi piani aziendali in queste settimane si aspettano ROTE superiori al consensus, aiutate da rialzi dei tassi, costi normativi inferiori e rendimenti di capitale. “In caso di ribasso acquisteremmo Lloyds per il suo nuovo piano ambizioso e le sue qualità difensive, oltre a Societe Generale e UniCredit, dove stimiamo che una cancellazione totale teorica della Russia nel peggiore dei casi costerebbe solo 35bps sul rapporto CET1″, viene sottolineato. Ciò nonostante la stessa banca svizzera abbia sottolineato che Italia, Francia e Austria hanno la maggiore esposizione alla Russia e tra le grandi banche quotate sono Raiffeisen Bank International (20%), Societe Generale (4%) e UniCredit (4%) ad aver registrato le maggiori entrate dalla Russia nel 2020.

Gli analisti osservano che qualsiasi restrizione alle esportazioni europee verso la Russia avrebbe un impatto limitato sulla crescita, ma l’aumento dei prezzi dell’energia potrebbe aumentare l’inflazione e frenare la crescita del PIL. “Ciò crea rischi al ribasso, ma non modificherebbe comunque il nostro scenario base per gli aumenti dei tassi – sottolinea Credit Suisse – È importante sottolineare che le aspettative sui tassi di interesse sono state poco modificate“. Il mercato dei futures si aspetta ancora che la BCE inizi ad aumentare i tassi quest’anno, con il tasso superiore allo 0,5% nel 2023. Allo stesso modo la BoE dovrebbe ancora superare l’1,75% nel 2022 e il 2% nel 2023.

Rassicurazioni arrivano anche dai risultati diffusi nelle scorse settimane. Tra le banche europee a grande capitalizzazione, circa il 60% ha battuto le aspettative sull’utile ante imposte rettificato nel quarto trimestre 2021, una percentuale comunque inferiore rispetto al primo e nel terzo trimestre del 2021 a causa di alcuni costi una-tantum più elevati a fine anno. Inoltre, diverse banche hanno aumentato (BNP Paribas, UBS, Nordea Bank, Lloyds, NatWest) o accelerato (HSBC, StanChart) le aspettative sul ROTE. Le distribuzioni di capitale sono state un altro fattore sorprendente in positivo, con UBS, KBC, CaixaBank e Intesa Sanpaolo tra coloro che le hanno aumentate, mentre ABN AMRO ha deluso le aspettative del mercato.

Per quanto riguarda le banche dell’Europa meridionale (e quindi anche italiane), il report evidenzia che quelle geograficamente diversificate hanno riportato una crescita incoraggiante dei ricavi core, sostenuti da forti dinamiche commerciali e dal rafforzamento dei margini. Al contrario, le banche nazionali hanno chiuso un anno caratterizzato da significative pressioni sul NII, poiché la crescita contenuta dei prestiti, i costi di liquidità in eccesso e la compressione dei margini si sono mantenuti per tutto il quarto trimestre. I costi sono stati una variabile negativa per tutte le banche: in molti casi le spese per il personale sono state superiori al previsto.