Banche, Signorini: “Sistema italiano ha retto bene pandemia. Profitti tornati a crescere nel I semestre”

(Teleborsa) – “Il sistema bancario italiano, come del resto quello di altri paesi, ha retto in complesso bene l’urto della pandemia. Diversamente da quanto accadde durante la crisi del 2008, quando le turbolenze finanziarie si riversarono sull’economia reale, pressoché in tutto il mondo, in larga misura tramite il canale bancario – mettendo tra l’altro in luce il fatto che gli standard prudenziali globali non avevano tenuto il passo con l’evoluzione della finanza –, in questo anno e mezzo le banche sono state in grado di non far mancare il proprio sostegno al sistema produttivo, e hanno contribuito a mitigare i gravissimi effetti della crisi”. È quanto ha affermato il direttore generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini, alla 53a Giornata del Credito.

“Nella prima metà del 2021 – ha spiegato Signorini – i profitti delle banche sono tornati ad accrescersi, sia perché si è ridotto considerevolmente, anche grazie alle consistenti rettifiche dell’anno scorso, il costo del rischio di credito, sia per il buon andamento dei ricavi da negoziazione. Il RoE medio ha raggiunto l’8,9 per cento su base annualizzata”. Guardando ai prossimi mesi il quadro presentato da Signorini presenta, tuttavia, diversi elementi di criticità. “Alcuni miglioramenti – ha evidenziato il direttore generale della Banca d’Italia – sono probabilmente transitori, e perciò la redditività complessiva del 2021 potrebbe essere minore di quella del primo semestre. Il RoE atteso dagli analisti per le principali banche italiane quotate si colloca intorno al 6 per cento, un valore simile a quello del 2019″.

Secondo Signorini “il graduale esaurirsi delle misure di sostegno, moratorie e garanzie, non potrà che fare emergere casi di difficoltà di rimborso ma è da attendersi che il peggioramento della qualità del credito sia molto meno marcato di quello che si verificò con le crisi precedenti”. Le banche – ha aggiunto – “hanno potuto ricominciare a distribuire dividendi dopo che le autorità di vigilanza, valutato attentamente il miglioramento della congiuntura, hanno ritirato le restrizioni eccezionali raccomandate in precedenza. Ci attendiamo che in ogni caso le banche preservino un patrimonio adeguato rispetto ai rischi. Ed è essenziale che esse continuino ad adottare una politica attenta e prudente di rettifiche su crediti”.

In tale scenario – ha sottolineato Signorini – “credo che sia nell’interesse comune che si proceda, mi auguro anche su scala globale, a una trasposizione delle regole di Basilea il più possibile tempestiva e fedele. A Basilea non abbiamo mai dimenticato le peculiarità del sistema bancario italiano. Non per fare gli avvocati delle banche italiane, che è mestiere di altri, ma perché si tenesse conto, in modo equilibrato e bilanciato, delle concrete caratteristiche del rischio, anche quando queste erano così specifiche da rendere a volte difficile a noi spiegarle e ad altri recepirle. Qualcosa, non tutto quello che avremmo voluto, si è ottenuto. Ma il messaggio più importante è un altro. Anche le banche italiane qualche volta si lamentano dei requisiti aggiuntivi che Basilea III ha comportato e comporta. Basilea III, però, – ha concluso – ha raddrizzato due storture che andavano a loro relativo, netto svantaggio: lo squilibrio tra i requisiti a fronte del rischio di credito e a quelli legati al trading; e l’eccessiva tolleranza di modelli aggressivi”.

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