Banche, sfide future e possibili scenari del settore

(Teleborsa) – La Presidente della BCE Lagarde, nel suo discorso al quarto Forum della Supervisione bancaria, ha invitato le Banche a concentrarsi sulle sfide post-crisi.

In particolare, il comparto bancario dovrà affrontare:

  1. le conseguenze di lungo termine in termini di qualità degli asset e di gestione del rischio di credito, che emergeranno solo gradualmente;
  2. le sfide della trasformazione digitale e dei cambiamenti climatici che avranno inevitabilmente un impatto sulle banche.

In termini di digitalizzazione, le preferenze dei consumatori stanno cambiando rapidamente. Nuovi attori, dalle fintech alle grandi aziende tecnologiche, stanno guidando sempre più la concorrenza nel mercato dei servizi finanziari, con la creazione di opportunità per le banche della Zona Euro, impegnate a gestire la bassa redditività e l’efficienza dei costi.

Una maggiore focalizzazione sulla digitalizzazione potrebbe consentire alle banche di raggiungere i clienti senza avere una fitta rete di filiali, in modo da generare rendimenti più elevati e contribuire a migliorare l’efficienza dei costi.

Per quanto riguarda i rischi legati ai cambiamenti climatici, le banche dovranno mutare il modo in cui operano, poiché le possibilità di default dei portafogli “più vulnerabili” potrebbero aumentare del 30%, in uno scenario in cui il cambiamento climatico non venisse affrontato.

Attualmente, poche banche hanno integrato tali rischi nelle strategie o nei processi di gestione del rischio esistenti. Sono tutti ancora molto lontani dal soddisfare le aspettative di vigilanza che la BCE ha esposto nella sua guida sui rischi legati al clima e all’ambiente.

Andamento del comparto bancario europeo

A Piazza Affari, il settore bancario ha sottoperformato di poco l’indice FTSEMIB, negli ultimi sei mesi, con una rischiosità più accentuata rispetto a quella del principale indice italiano, mentre nel panorama europeo, la performance dei titoli bancari ha fatto da traino all’andamento positivo delle Borse Europee.

Indici Ultimo
prezzo
Max
anno
Min
anno
Perf.
3 mesi
Perf.
6 mesi
Value
at risk
FTSE Italia All-Share – Banks 10.111,18 10.420,61 7.067,37 3,95 8,48 3,3635
EURO STOXX Banks 103,77 106,25 69,49 4,95 6,47 3,5805
FTSE MIB 27.804,93 27.877,89 21.311,51 4,32 12,27 2,1194
EuroStoxx 50 4.401,49 4.386,19 3.473,76 4,06 9,56 1,9589

L’andamento positivo è stato generato dal miglioramento della qualità degli attivi.

In particolare, a settembre, le sofferenze delle banche sono diminuite del 22,5% sui dodici mesi, mentre ad agosto la riduzione era stata del 19,5%. Tale variazione risente, tuttavia, dell’effetto di operazioni di cartolarizzazione.

Nel mese di settembre, i depositi del settore privato sono cresciuti del 7,4% sui dodici mesi (contro l’8,1% in agosto), mentre i prestiti al settore privato sono cresciuti dell’1,7% sui dodici mesi (1,8% nel mese precedente).

I prestiti alle famiglie sono aumentati del 3,6% sui dodici mesi (3,7% nel mese precedente), mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati dello 0,7% (1,2% nel mese precedente).

I tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni comprensivi delle spese accessorie si sono collocati all’1,74% (1,85% in agosto), mentre quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,03% (8,05% nel mese precedente).

I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari all’1,15% (1,07% in agosto), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari all’1,73%, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati allo 0,8%.

Principali banche europee a confronto

In Italia, la principale banca è Intesa Sanpaolo, sia in termini di totale attivo che in termini di capitalizzazione di mercato, con una politica dei dividendi abbastanza generosa per gli azionisti.

Per quanto riguarda la valutazione delle banche in termini di Price to earnigs (P/E), le società italiane risultano abbastanza care rispetto a quelle europee.

Tra i colossi bancari europei, spiccano i Gruppi francesi, BNP Paribas e Credit Agricole, presenti anche in Italia, che hanno attività rispettivamente pari a 2.725 e 2.090 miliardi di euro.

Banche europee P/E Dividend Yield
(%)
Totale attivo (mld euro)
30/09/2021
Intesa Sanpaolo 12,00 5,68 1.071
Unicredit 14,95 1,04 948
Banco BPM 18,24 2,16 196
BPER Banca 4,11 2,09 134
Banca MPS 4,31 143
BNP Paribas 8,86 4,49 2.725
Crédit Agricole 9,10 6,27 2.090
Banca Santander 8,95 1,53 1.578
Caixabank 3,31 1,07 685
Banco Bilbao 9,35 2,63 651

Risultati delle principali banche italiane e possibili scenari futuri

I risultati delle banche italiane sono stati tutti positivi nel terzo trimestre dell’anno e potrebbero accelerare per la fine del 2021, in scia alla ripresa economica in corso in tutto il Paese.

L’analisi dei bilanci evidenzia per:

  • Intesa Sanpaolo: un utile netto pari a 4.006 milioni di euro nei primi nove mesi del 2021, raggiungendo il target per l’intero esercizio 2021. Sulla base di questo risultato, Il consiglio di amministrazione ha deliberato un acconto sui dividendi 2021 di 1,4 miliardi di euro , pari 7,21 centesimi per azione. Lo stock di crediti deteriorati scende a settembre 2021, rispetto a dicembre 2020, del 12,6% al lordo delle rettifiche di valore e del 14,9% al netto. La banca afferma di aver superato in anticipo, per circa 8 miliardi, l’obiettivo di riduzione pari a circa 26 miliardi di euro previsto per l’intero quadriennio del Piano di Impresa 2018-2021;
  • Unicredit: un utile netto sottostante di 1,1 miliardi di euro, pressoché invariato trimestre su trimestre (+0,5%) ed in deciso aumento rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (+60%). Nei nove mesi l’utile si attesta a 3,1 miliardi di euro, equivalente a un RoTE sottostante del 7,9%. La qualità dell’attivo è migliorata nonostante la pandemia Covid-19, con il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti lordi al 4,5%;
  • Banco BPM: un utile netto di 472 milioni di euro, nei primi 9 mesi dell’anno, in crescita del 79,8% rispetto allo stesso periodo del 2020. Banco BPM ha approvato il piano industriale 2021-2024 che prevede il conseguimento di un utile di circa 740 milioni di euro nel 2023 e di oltre 1 miliardo nel 2024, con una crescita media annua del 33,4% rispetto ai 330 milioni del 2020. I ricavi sono stimati crescere mediamente del 2,4% annuo a 4,6 miliardi nel 2024 (a 4,3 miliardi nel 2023). Per gli azionisti è previsto un payout nell’arco di piano pari al 40%;
  • BPER Banca: un margine di interesse pari a 1.119,4 milioni di euro nei primi nove mesi del 2021, di cui 980,7 milioni riferibili all’attività commerciale di intermediazione con la clientela. Un utile di periodo di pertinenza della capogruppo pari a 586,2 milioni di euro, di cui 84,4 milioni di euro nel terzo trimestre 2021 e un continuo miglioramento della qualità del credito, con un NPE ratio lordo al 5,5%, in ulteriore calo rispetto al trimestre precedente (5,7%) e con un forte incremento della copertura sui crediti deteriorati che ha raggiunto il 55,3%;
  • Banca Monte dei Paschi di Siena: ricavi complessivi per 2.266 milioni di euro nei primi nove mesi del 2021, in crescita del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’utile consolidato ammonta a 388 milioni di euro, a fronte di una perdita di -1.532 milioni di euro conseguita nello stesso periodo del 2020. I crediti deteriorati lordi sono pari a 4 miliardi di euro, stabili rispetto a dicembre 2020.

Passando all’analisi di possibili aggregazioni future tra le principali banche italiane, ormai il mercato si attende la creazione di un terzo polo bancario, che potrebbe essere quello tra Banco BPM e BPER Banca.

Tuttavia, i numeri non ci sono per creare un terzo colosso bancario italiano, poiché anche la fusione tra le due banche popolari del Nord, porterebbe alla creazione di un gruppo con un totale attivo gestito di appena 330 miliardi di euro.

Quindi, l’ipotesi più probabile è che si rimanga con due poli bancari costituiti da Intesa Sanpaolo e Unicredit.

Titolo Ultimo
prezzo
Capitalizzazione (€) Indice di rischiosità
del titolo
Perf.
3 mesi
Perf.
6 mesi
Intesa Sanpaolo 2,4825 48.168.118.533 0,5393 1,41 3,98
Unicredit 11,506 25.807.519.525 0,1967 8,06 12,72
Banco BPM 2,764 4.231.752.160 0,1697 -0,9 3,37
BPER Banca 1,901 2.713.465.943 0,1036 4,02 -5,19
Banca MPS 0,9952 1.010.525.375 0,0732 -14,28 -16,58

Le altre tre banche: Banco BPM, BPER Banca e Banca MPS, potrebbero essere acquisite dai due colossi bancari italiani o, addirittura, essere prese di mira dai Gruppi bancari francesi e spagnoli.

Ad esempio, è considerata molto positiva un’eventuale aggregazione di Banco BPM con Unicredit.

Dopo il fallimento delle trattative con Unicredit, Banca MPS potrebbe unirsi a BPER Banca.

I due colossi francesi, BNP Paribus e Credit Agricole, come anche le due banche spagnole Banco Santander e Banco di Bilbao, potrebbero essere interessate sia a BPER Banca che a Banca MPS.

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