Banche, Sabatini (ABI): rischi per economia da nuove norme UE su crediti deteriorati

(Teleborsa) – L’introduzione, prevista per gennaio 2021, del nuovo regolamento europeo sui crediti deteriorati, “rischia di avere gravi conseguenze sul tessuto economico dell’Italia, da un lato limitando fortemente la possibilità per le banche di offrire all’economia l’indispensabile sostegno per uscire dalla crisi e, dall’altro, compromettendo irrimediabilmente la situazione finanziaria di clienti che si trovino a versare in difficoltà, anche solo temporanea”. È quanto sostenuto da Giovanni Sabatini, direttore generale dell’ABI, in audizione alla commissione d’inchiesta sulle banche.

“Con questi provvedimenti – ha sottolineato Sabatini – vengono introdotte una serie di specifiche che risultano in una definizione di crediti deteriorati più stringente rispetto a quella applicata in precedenza”. Le nuove norme prevedono la svalutazione automatica nei bilanci bancari dei crediti in default, definiti tali dopo 90 giorni di ritardo di pagamento per un ammontare pari a 100 euro per le persone fisiche e 500 euro per le imprese. Sabatini ha evidenziato inoltre che con le nuove regole se un finanziamento è dichiarato in default, questo provoca “generalmente una riclassificazione in default di tutti i finanziamenti riferibili allo stesso cliente presso la banca”.

La critica delle nuove regole sugli NPL ha messo anche d’accordo l’ABI e il senatore del Movimento 5 Stelle Elio Lannutti, da sempre feroce critico del comparto bancario. Lannutti ha ricordato come negli scorsi anni abbia criticato l’operato degli istituti di credito di fronte alla crisi, ma poi ha spiegato: “Siamo nel 2020 e io sono pienamente d’accordo con la relazione dell’ABI di oggi. Noi del Movimento 5stelle abbiamo cercato di avere almeno un rinvio di queste norme che sono norme capestro per le banche e l’economia, che fanno finire dritti verso il fallimento” molte imprese. “Noi cercheremo di fare tutto il possibile” ha aggiunto Lannutti sottolineando anche l’importanza dell’azione delle banche e della Banca d’Italia per “attutire l’impatto di queste norme”.

Sabatini, nella sua replica, si “è detto contento che su questo abbiamo una relazione convergente”, ha sottolineato la difficoltà di intervenire per le autorità italiane in un “contesto che è europeo” e ricordato l’azione assieme alle associazioni bancarie di altri paesi. “Quello che chiediamo è almeno la correzione di alcune soglie” rigide “e soprattutto che non vi siano automatismi” ma si lasci alle banche la capacità di valutare le imprese che possono farcela.

Sulla stessa linea critica anche la presidente della Commissione d’inchiesta sulle banche Carla Ruocco, che ha detto: “É necessario avviare un dialogo a livello UE per rivedere la regolamentazione e le norme attuative in materia di sofferenze bancarie. Occorre un reale cambio di passo nella gestione delle sofferenze per permettere ed incoraggiare le banche – soprattutto nell’attuale fase economica – ad accompagnare le imprese e le famiglie in un percorso di ristrutturazione delle relative posizioni”.

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