Banche: riforma Ue sui crediti deteriorati

(Teleborsa) – Arriva da Bruxelles il nuovo regime prudenziale europeo per i crediti deteriorati che verranno. La normativa, frutto dell’intesa tra Consiglio Ue, Europarlamento e Commissione europea, traccia il percorso di riduzione delle sofferenze bancarie, prevedendo la copertura dei NPL attraverso accantonamenti progressivi nei fondi propri fino al 100% del valore. Il pacchetto, rende più ottimisti il Governo e le banche italiane, rispetto alle tante proposte avanzate fino a ieri dai vari organismi, meno logiche e soprattutto meno graduali.

La copertura, per i crediti in sofferenza senza collaterale, dovrà passare da zero dopo il primo anno, al 35% del secondo, fino a raggiungere il 100% dopo il terzo anno. Per i crediti in sofferenza garantiti, invece, non saranno pretesi accantonamenti fino al terzo anno, quando si dovrà passare al 25%, per poi passare al 35% il quarto anno ed al 55% il quinto anno. A partire dal sesto anno, solo per gli NPL legati ad un collaterale in immobile sarà richiesto il 70%, rispettando un crescendo che porterà ad un accantonamento del 100% al nono anno.

L’insieme di misure andrà a coprire i nuovi NPL, cioè quelli originati da nuovi crediti erogati a partire dal ventesimo giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, attende ora l’approvazione formale da parte dell’Europarlamento e del Consiglio.

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