Banche popolari, Consiglio Stato rinvia atti a Corte Ue

(Teleborsa) – Per la riforma delle banche popolari e decidere nel merito della legittimità o meno della trasformazione in SpA degli istituti di credito, prevista dalla riforma, è necessaria una decisione della Corte di giustizia dell’Unione Europea. Lo ha deciso la Sesta sezione del Consiglio di Stato, rinviando la questione alla Corte del Lussemburgo.

Nel frattempo, da Palazzo Spada precisano che “restano ferme le misure cautelari già concesse” dopo la proroga accordata l’estate scorsa.

Il Consiglio di Stato ha quindi formulato cinque diversi quesiti alla Corte europea, chiedendo di pronunciarsi sulla legittimità: dell’imposizione di una soglia di attivo al di sopra della quale la banca popolare è obbligata a trasformarsi in società per azioni, in rapporto alla normativa europea in tema di aiuti di Stato; della possibilità di differire o limitare, anche per un tempo indeterminato, il rimborso delle azioni del socio recedente, in relazione alla disciplina in tema di concorrenza nel mercato interno e di libera circolazione di capitali; della disciplina sulla limitazioni al rimborso della quota del socio in caso di recesso, per evitare la possibile liquidazione della banca trasformata, in relazione alla regolamentazione degli aiuti di Stato; della facoltà di rinviare il rimborso per un periodo illimitato e di limitarne in tutto o in parte l’importo; dell’articolo 10 del Regolamento delegato Ue 241 del 2014 della commissione Ue, in relazione alla violazione del diritto di godere della proprietà dei beni di cui all’articolo 16 e dell’articolo 17 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea”.

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