Banche, Fabi: “Abi ancora lontana da richieste sindacati”

(Teleborsa) – La trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei bancari è entrata nel vivo ma, dopo l’incontro di ieri con l’Abi, la Fabi pur sottolineando “una sostanziale apertura” da parte dell’Associazione bancaria conferma le riserve già mostrate mercoledì scorso.

“Siamo entrati nella fase più importante della trattativa per il nuovo contratto di lavoro dei bancari. L’Abi ha presentato un documento su alcuni argomenti: politiche commerciali, lavoro a tempo parziale, unioni civili, flessibilità individuali e per esigenze di cura, genitorialità, malattia, diritti. Rispetto alla piattaforma dei lavoratori, abbiamo riscontrato una sostanziale apertura, ma la proposta dell’Abi è ancora troppo lontana dalla richiesta del sindacato” ha affermato il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni.

Nell’incontro del prossimo 12 dicembre, afferma Sileoni, la Fabi si aspetta “dettagli e documenti sulla parte economica, sull’area contrattuale, su diritti e tutele, sull’articolo 18. In quella sede, capiremo se ci saranno le condizioni per la volata finale”.

Ad alzare i toni del confronto si è inserita la pubblicazione dello studio prodotto dalla società di consulenza internazionale Oliver Wyman che stima, nei prossimi 5 anni, una riduzione dei ricavi per le banche, in termini di margine di intermediazione, del 10%-15% e un conseguente taglio di 5 miliardi di costi a livello di sistema da parte degli istituti di credito. In merito all’ipotesi ventilata dallo studio di una riduzione dell’attuale organico del settore bancario italiano con la contestuale chiusura di sportelli, l’Abi ha sottolineato, in una nota, “come le banche in Italia, anche nel recente passato, abbiano dato prova di saper affrontare momenti non facili, gestendo con grande attenzione, anche sociale, le possibili ricadute sui lavoratori, individuando insieme alle organizzazioni sindacali le migliori soluzioni su base volontaria”. “Anche nell’ambito del confronto relativo al rinnovo del contratto nazionale – fa sapere l’Associazione – emerge la centralità che le persone continueranno ad avere nel lavoro in banca e conseguentemente l’importanza di disporre di tutti gli strumenti per poter gestire in modo positivo e sostenibile le trasformazioni che stiamo vivendo, anche a fronte dei processi di innovazione tecnologica e del difficile quadro economico”.

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