Banche e aiuti di Stato, UE fa appello contro sentenza Tercas

(Teleborsa) – Nella giornata di oggi, l’ultima utile, la Commissione Europea ha annunciato di avere fatto appello contro la sentenza con la quale la Corte europea di Giustizia ha respinto la decisione comunitaria relativa alla vicenda della Banca Tercas. La decisione, che fa capo alla Commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager, è arrivata al termine di un lungo dibattito.

Lo scorso marzo, la magistratura comunitaria aveva respinto la decisione con la quale la Commissione europea aveva vietato nel 2015 l’uso del Fondo interbancario di tutela dei depositi nel salvataggio di Tercas. In quella occasione, la Commissione europea aveva ritenuto che il fondo agisse in quanto lunga mano del Governo , bollando l’operazione come un illegittimo aiuto di Stato.

LA VICENDA – I fondi concessi dal Fondo interbancario (Fitd) alla Popolare di Bari per il salvataggio di Banca Tercas nel 2014, bocciato all’epoca dall’Antitrust Ue, non rappresentavano un aiuto di Stato. Così si era pronunciata lo scorso marzo, la Corte di giustizia dell’Ue in accoglimento del ricorso presentato nel 2016 dall’Italia e dall’istituto di credito pugliese, sostenuto dalla Banca d’Italia, annullando di fatto la decisione della Commissione europea.
In pratica, secondo i giudici comunitari, la Commissione “ha erroneamente ritenuto che le misure a favore di Tercas presupponessero l’uso di risorse statali e fossero imputabili allo Stato”.

Il fatto oggetto della sentenza riguardava la decisione presa nel 2014 dal Fitd, dopo aver verificato la convenienza economica dell’intervento, di coprire il deficit patrimoniale di Tercas e concedergli determinate garanzie, dopo la manifestazione di interesse presentata in precedenza dalla Popolare di Bari, che si era fatta avanti per la sottoscrizione di un aumento di capitale della banca abruzzese – in amministrazione straordinaria dal 2012 – a condizione il fondo stesso coprisse il deficit patrimoniale dell’istituto realizzando una revisione dei suoi conti.

Operazione finita nel mirino della Commissione europea, che al termine una indagine aveva stabilito che si fosse trattato di un aiuto di Stato. Teoria smontata, a marzo, dal Tribunale, sentenza contro la quale, oggi, la Commissione UE ha deciso di ricorrere in appello.

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