Banche, diminuiscono gli incentivi alle fusioni. Giù Banco BPM e BPER

(Teleborsa) – Profondo rosso in Borsa per Banco BPM e BPER dopo che il governo, secondo la bozza di legge di bilancia approvata dal Consiglio dei Ministri, ha deciso di prolungare di sei mesi fino a giugno 2022 gli incentivi alle fusioni bancarie tramite la trasformazione delle DTA in crediti di imposta, ma anche di diminuire il tetto dell’ammontare utilizzabile fino ad un massimo di 500 milioni di euro. Nominata in passato “norma MPS”, in quanto avrebbe reso la banca senese un boccone più invitante per gli istituti più grandi, la norma era stata introdotta dal Governo Conte.

“La trasformazione in credito d’imposta avviene […] per un ammontare complessivo non superiore al minore importo tra 500 milioni di euro e il 2 per cento della somma delle attività dei soggetti partecipanti alla fusione o alla scissione, […] senza considerare il soggetto che presenta le attività di importo maggiore, ovvero il 2 per cento della somma delle attività oggetto di conferimento”, si legge nella bozza della manovra di bilancio.

In forte ribasso Banco BPM, che mostra un -5,97%. A picco BPER, che presenta un pessimo -5,63%. I due titoli sono, per distacco, i peggiori dell’indice FTSE MIB, che nella giornata odierna si muove comunque in discreto ribasso.

“Banco BPM potrebbe perdere il suo appeal speculativo come potenziale target di acquisizione da parte di UniCredit”, scrive Mediobanca Securities. Mentre per una potenziale fusione tra Banco BPM e BPER le DTA trasformabili, pari a 1 miliardo di euro, verrebbero dimezzate, secondo l’analisi del broker. Per questi motivi, Mediobanca Securities ha tagliato le raccomandazioni sulle due banche a “neutral” da “outperform”.

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