Banche, Commissione UE: “Ridotti i crediti in sofferenza”

(Teleborsa) – I crediti in sofferenza nelle banche della zona euro continuano a diminuire. È il dato emerso dalla quarta relazione intermedia sulla riduzione dei crediti in sofferenza (“non-performing loan”, o Npl) presentato a Bruxelles dalla Commissione Europea.

Il rapporto indica che gli sforzi per la riduzione del non-performing loan stanno dando risultati, confermando il trend in discesa, con il tasso di Npl rispetto al totale dei crediti erogati dalle banche UE diminuito di oltre la metà rispetto al 2014, a -3,3% nel terzo trimestre del 2018 e in calo di 1,2 punti percentuali su base annua.

In particolare, in Italia il tasso di crediti deteriorati è sceso dall’11,1% del terzo trimestre 2017 al 9,5% un anno dopo, con una riduzione del 21,54%. Il nostro Paese resta al quarto posto in Europa, preceduta al primo posto dalla Grecia (43,5%, riduzione annua del 6,7%), al secondo da Cipro (21,8%, riduzione del 32,02%), al terzo dal Portogallo (11,3%, riduzione del 22,42%), e seguita al quinto posto dall’Irlanda (7,8%, riduzione del 30,21%), al sesto dalla Slovenia (6,9%, riduzione del 35,92%) e al settima dalla Spagna (4,0%, riduzione del 15,09%).

Secondo la Commissione, questi risultati sono stati possibili grazie alle misure lanciate dall’UE con il “Piano d’Azione per affrontare il problema Npl”, e alla collaborazione dell’Esecutivo comunitario con gli Stati membri per consentire soluzioni specifiche per le banche nel quadro delle regole sugli aiuti di Stato e delle norme bancarie.

In questo quadro, sono state effettuate transazioni che hanno rimosso circa 112 miliardi di dollari di euro di crediti deteriorati lordi dai bilanci delle banche negli ultimi tre anni, di cui circa 82 miliardi di euro in Italia, 24 miliardi di euro in Portogallo, e 6 miliardi di euro a Cipro. Il volume totale degli Npl ancora detenuti dalle banche europee, tuttavia, resta ancora alto: 786 miliardi di euro.

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