Banche centrali: riflettori puntati sul simposio di Jackson Hole nel segno di Draghi e Yellen

Dal 24 al 26 agosto, è in agenda il summit dei banchieri centrali alla presenza di Janet Yellen e Mario Draghi

(Teleborsa)Riflettori puntati sul consueto simposio di Jackson Hole, in Wyoming, che ogni anno raduna analisti ed esperti,  con i timori che il super euro rischia di frenare la crescita dell’economia, e l’incertezza legata all’amministrazione Trump, che perde pezzi giorno dopo giorno. L’evento, organizzato dalla Fed di Kansas City, spesso utilizzato dai banchieri centrali per mandare messaggi di politica monetaria che si svolgerà, dal 24 al 26 agosto, a Jackson alla presenza, appunto, dei principali banchieri centrali tra cui il governatore della Federal Reserve, Janet Yellen, che potrebbe far chiarezza sulle prossime mosse della banca americana, allo stato attuale letteralmente spaccata in due.

Come reso noto dai verbali pubblicati negli scorsi giorni, i membri del Federal Open Market Committee (FOMC), infatti, sono divisi su tutto: da quando iniziare la riduzione del bilancio della banca centrale, gonfiato negli anni della crisi attraverso l’acquisto di Treasury e bond ipotecari, alla tempistica del prossimo rialzo dei tassi senza dimenticare, ovviamente, l’andamento dell’inflazione che preoccupa e non poco, ancora ben lontana dai numeri che la Federal Reserve vorrebbe ottenere come dimostrato dai dati di luglio.

Presenzierà il summit,  inoltre, il presidente della BCE, Mario Draghi che però, stando alle indiscrezioni, non dovrebbe entrare nel merito delle prossime mosse della Bce. Fed e BCE, dunque, sotto la lente di ingrandimento di analisti ed esperti.

Entrambe le banche centrali sono vicine ad annunciare misure volte a ridurre gli stimoli monetari nei prossimi mesi e, ci si chiede se coglieranno l’occasione del simposio, per testare i mercati a una tale mossa.

 

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