Banche centrali, falchi in pole per il ritiro degli stimoli

(Teleborsa) – Rivalsa dei falchi nei Board delle banche centrali, grazie ad una ripresa economica che si sta facendo più sostenuta, nonostante persistano preoccupazioni circa l’andamento dell’inflazione.  Negli ultimi giorni, qualche dichiarazione dei banchieri centrali di Fed e BCE ha messo in allarme i mercati e, comunque, ha confermato le attese degli analisti, che già guardano alla fine della stagione delle politiche accomodanti.

BCE pronta a rialzare tassi dal 2019

L’ultimo segnale arriva dalla BCE. Dopo il governatore della Bundesbank, Jens Weidman, che ha definito la possibilità di un rialzo dei tassi nel 2019 “non completamente irrealistica”, un altro membro del Board della banca centrale tedesca, Carl Ludwig Thiele, ha confermato che l’Istituto si sta preparando alla fine dell’era dei tassi negativi.

e la Fed guarda ad un quarto aumento 

Solo ieri, il neo eletto presidente della Fed Jerome Powell, alla sua prima audizione dinanzi al Congresso, aveva confermato una politica di uscita graduale dalle misure ultra accomodanti messe in atto nel pieno della crisi economica. In particolare, il numero uno della banca centrale USA aveva confermato lo stato di salute dell’economia e del mercato del lavoro, affermando che la migliore strategia è seguire una politica di rialzi progressivi dei tassi che portino l’inflazione vicino al target del 2%. 

Nulla di nuovo rispetto a quando già acquisito in precedenza, ma la sua risposta ad una domanda rivolta da un parlamentare ha messo in allerta i mercati, penalizzando Wall Street e facendo apprezzare il dollaro. Il motivo è da rinvenire nelle aspettative sul numero dei rialzi atteso per il 2018, giacché gli operatori ne scontano tre e le dichiarazioni di Powell sembrerebbero ora anticiparne almeno quattro.

In sostanza, alla domanda di un deputato sulla possibilità di aumentare più volte i tassi, Powell avrebbe risposto che, rispetto alle previsioni degli economisti della Fed fornite a fine anno, la situazione ora è migliorata. I tre aumenti dei tassi erano imperniati sullo status quo a fine 2017 e quindi un ulteriore miglioramento del quadro economico potrebbe ora aprire ad un quarto aumento entro fine anno.

Banche centrali, falchi in pole per il ritiro degli stimoli