Banche, bufera placata?

(Teleborsa) – Sembra tutt’altro che placata la bufera sul settore bancario italiano.

Nonostante le continue rassicurazioni del Governo, la fiducia di investitori e risparmiatori nei confronti degli Istituti di credito è ai minimi storici.

A confermarlo le manifestazioni di piazza ma anche il sell-off sui titoli bancari quotati a Piazza Affari.

Ieri a Roma si è svolta l’ennesima manifestazione contro Esecutivo, Banca d’Italia e Consob, accusate a vario titolo di non aver saputo vigilare e di aver messo in ginocchio, con l’ormai famoso decreto salva banche, tantissimi risparmiatori ignari delle problematiche di Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti.

Intanto si continua a ragionare sul problema sofferenze, che in questi ultimi giorni ha messo in ginocchio non poche big bank tricolore.

Per rispondere al panico scatenatosi in scia al faro della Banca Centrale Europea sull’elevata mole di crediti deteriorati in seno agli Istituti italiani, l’Esecutivo ha concordato con la Commissione Europea un meccanismo imperniato sulla garanzia statale.

Meccanismo che ha lasciato perplessi gli investitori e che, a quanto pare, non ha convinto nemmeno le agenzie di rating.

Venerdì sera Standard & Poor’s ha dichiarato che le banche italiane non si riprenderanno velocemente dalla recessione nonostante un rafforzamento dell’economia e le nuove misure adottare dal Governo per sostenerle.

Bene, invece, la riforma delle popolari che porterà ad una nuova e sana ondata di consolidamenti tra banche locali e regionali.

Complessivamente più ottimista Ignazio Visco.

Intervenendo ad un congresso, il Governatore di Bankitalia ha ribadito che il sistema è solido e non è necessario rafforzare ancora il capitale, “oggi molto più elevato che in passato”.

E’ vero che “l’Italia sta uscendo da un periodo di recessione di intensità e durata eccezionali, più grave della stessa depressione degli anni Trenta” e che “il sistema bancario, radicato nell’economia reale, ne ha subito l’urto violento”, ammette. Ma, ha poi incalzato, “pur colpito si è retto sulle proprie gambe”.

Secondo Visco le sofferenze bancarie sono in diminuzione ma per smaltire lo stock complessivo, pari a circa 200 miliardi, servirà ancora tempo.

La priorità è ora quella di “aggredire” il problema: lo schema di garanzia appena concordato con la commissione europea sarà utile, ma “nessun provvedimento ragionevolmente ipotizzabile può cancellare d’un tratto la massa di sofferenze del passato”, ha spiegato.

Quanto a salvataggi e fallimenti, secondo il numero uno di Via Nazionale, premesso che nessuna attività di vigilanza può azzerare i rischi di crisi bancarie, l’azione di vigilanza della Banca d’Italia sulle quattro banche salvate dal governo è stata “attenta e tempestiva”.

Ora, sarebbe “auspicabile” una revisione delle nuove norme sui salvataggi bancari (bail-in), ha spiegato.

Inoltre le banche italiane dovrebbero valutare “attentamente” la creazione di un sistema di “meccanismi volontari di intervento” per affrontare eventuali crisi, riducendo gli effetti negativi per i risparmiatori.

Si attende ora la reazione delle banche quotate a Milano, reduci da una settimana sulle montagne russe.

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