Banche, ABI: sofferenze nette in calo

(Teleborsa) – Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) ad agosto 2018 si sono attestate a 40,5 miliardi di euro; un valore sostanzialmente stabile rispetto ai 40,1 miliardi del mese precedente e in forte calo (-46,3 miliardi) rispetto al dato di dicembre 2016. E’ quanto emerge dal rapporto mensile ABI secondo cui in 20 mesi si sono quindi ridotte di oltre il 53%. Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di 48,3 miliardi, cioè diminuisce del 54,4%. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si è attestato al 2,36% ad agosto (era 4,89% a fine 2016).

CRESCE RACCOLTA CORRONO DEPOSITI
In Italia i depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono aumentati, a settembre 2018, di circa 51,6 miliardi di euro rispetto a un anno prima (variazione pari a +3,6% su base annuale), mentre si conferma la diminuzione della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, per quasi 48 miliardi di euro in valore assoluto negli ultimi 12 mesi (pari a -16,2%). La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) registra a settembre 2018 una salita su base annua dello 0,2%. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è cresciuta da 1.549 a 1.723 miliardi di euro, segnando un aumento – in valore assoluto – di oltre 174 miliardi.

TASSI INTERESSE MAI COSI’ BASSI
A settembre, i tassi di interesse applicati ai prestiti alla clientela si collocano sui minimi storici. Il tasso medio sul totale dei prestiti è pari al 2,58% (2,60% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è risultato pari a 1,79% (1,85% ad agosto 2018, 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i tre quarti sono mutui a tasso fisso. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è risultato pari a 1,41% (1,55% il mese precedente; 5,48% a fine 2007).

PRESTITI A FAMIGLIE E IMPRESE: +2,1%
I prestiti a famiglie e imprese sono in crescita su base annua di +2,1%, proseguendo la positiva dinamica complessiva del totale dei prestiti in essere (il tasso di variazione annuo risulta positivo da oltre 2 anni). Tale evidenza emerge dalle stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia, relativi ai finanziamenti a famiglie e imprese (calcolati includendo i prestiti non rilevati nei bilanci bancari in quanto cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni, ad esempio, variazioni dovute a
fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni). Sulla base degli ultimi dati relativi ad agosto 2018, si conferma la crescita del mercato dei mutui: l’ammontare totale dei mutui in essere delle famiglie registra una variazione positiva di +2,2% su base annua.

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