Banca Tercas, Corte Ue boccia Bruxelles: “Salvataggio non fu aiuto di Stato”

(Teleborsa) – I fondi concessi dal Fondo interbancario (Fitd) alla Popolare di Bari per il salvataggio di Banca Tercas nel 2014, bocciato all’epoca dall’Antitrust Ue, non rappresentavano un aiuto di Stato. Lo ha deciso la Corte di giustizia dell’Ue in accoglimento del ricorso presentato nel 2016 dall’Italia e dall’istituto di credito pugliese, sostenuto dalla Banca d’Italia, annullando di fatto la decisione della Commissione europea.
Secondo i giudici comunitari, la Commissione “ha erroneamente ritenuto che le misure a favore di Tercas presupponessero l’uso di risorse statali e fossero imputabili allo Stato”.

LA VICENDA – Il fatto oggetto della sentenza riguarda la decisione presa nel 2014 dal Fitd, dopo aver verificato la convenienza economica dell’intervento, di coprire il deficit patrimoniale di Tercas e concedergli determinate garanzie, dopo la manifestazione di interesse presentata in precedenza dalla Popolare di Bari, che si era fatta avanti per la sottoscrizione di un aumento di capitale della banca abruzzese – in amministrazione straordinaria dal 2012 – a condizione il fondo stesso coprisse il deficit patrimoniale dell’istituto realizzando una revisione dei suoi conti.

Operazione finita nel mirino della Commissione europea, che al termine una indagine aveva stabilito che si fosse trattato di un aiuto di Stato. Teoria smontata adesso dal Tribunale.

NON FU AIUTO DI STATO
– Il Fondo, secondo il tribunale, “ha agito in modo autonomo al momento dell’adozione dell’intervento a favore di Tercas” e i giudici ritengono che la Commissione non abbia dimostrato il coinvolgimento delle autorità pubbliche italiane nell’adozione della misura in questione”.

ABI, SODDISFAZIONE E RABBIA – L’ABI accoglie con “grande soddisfazione” la decisione del Tribunale Ue. Ora, affermano il presidente Patuelli e il dg Sabatini, la “Commissione Europea rimborsi i risparmiatori e le banche concorrenti danneggiate dalle conseguenze delle sue non corrette decisioni che hanno imposto nel 2015 la risoluzione delle “quattro banche” e altri interventi di salvataggio bancario più onerosi delle preventive iniziative del Fitd che “trae nuova legittimità per recuperare in pieno le sue funzioni statutarie”.

L’AFFONDO DI PATUELLI: “VESTAGER SI DIMETTA” – Durissimo affondo di Patuelli che chiede “la testa” della Commissaria Ue:“Margethe Vestager farebbe bene a trarne le conclusioni e dimettersi”. Secondo il presidente dell’Abi “con le sue decisioni Vestager ha aggravato la crisi bancaria in Italia”.

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