Banca Popolare di Vicenza, varato il piano “lacrime e sangue”

Ritorno all’utile entro il 2016, anno in cui dovrà concludersi l’aumento di capitale. Valorizzazione del ruolo di banca commerciale radicata sul territorio e punto di riferimento del il Nord Est. Patrimonio solido con CET1 superiore al 12% nei prossimi cinque anni.

Sono alcune delle linee guida del nuovo Piano Industriale 2015-2020 approvato oggi dal Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Vicenza.

Un piano già definito “lacrime e sangue” per gli esuberi previsti (l’organico complessivo si ridurrà di circa 600 risorse a fronte delle quali sono previste nuove assunzioni per circa 200 risorse) e per la chiusura di 150 filiali, di cui 75 già nel 2015.

Il progetto di risanamento della banca, al centro di una inchiesta giudiziaria per quella che viene definita da molti una gestione “allegra”, tenuta dall’ex management negli anni passati, prenderà le mosse dalla trasformazione dell’Istituto in una società per azioni quotata, pianificata entro aprile 2016. Sono inoltre previsti il rinnovo integrale della Governance entro il 30 giugno 2016 e un aumento di capitale fino a 1,5 miliardi di euro.

Previsto un utile netto di oltre 250 milioni di euro nel 2018 e 330 milioni nel 2020. Nel corso della conferenza stampa per illustrare il Piano il Direttore Generale Francesco Iorio ha inoltre dichiarato che la società tornerà in utile a partire dal prossimo anno.

Nel primo semestre del 2015 la Popolare di Vicenza ha contabilizzato una perdita di oltre 1 miliardo di euro.

Banca Popolare di Vicenza, varato il piano “lacrime e sangue”
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