Banca Popolare Bari in attesa del piano

(Teleborsa) – Occhi puntati sulla Banca Popolare di Bari, altra banca del territorio in difficoltà, dopo il caso eclatante di Banca Carige, salvata dallo Stato con il sistema di garanzie e (forse) con una possibile nazionalizzazione.

La Popolare di Bari, prima banca del Mezzogiorno, è dilaniata anch’essa dalle sofferenze (NPL) e necessita di un rafforzamento patrimoniale, che potrebbe concretizzarsi in vario modo. Di qui, le ipotesi relative ad una possibile cessione di asset o anche ad una aggregazione con altre due banche del Sud e successiva trasformazione in SpA secondo quanto previsto dalla Riforma delle banche popolari avviata sotto il Governo Renzi.

La banca, controllata dalla famiglia Jacobini e guidata dall’Ad Vincenzo De Bustis, tenterà innanzitutto di porre rimedio ai suoi problemi con il nuovo piano industriale e di rafforzamento patrimoniale che sarà varato a fine mese (il CdA è in calendario per il 30 gennaio, ma oggi dovrebbe esserci una pre riunione per esaminare gli ultimi dettagli). piano che secondo le attese dovrebbe comportare l’emissione di nuove azioni per circa 300 milioni di euro ed un collocamento di debito subordinato per 200 milioni di euro.

Frattanto, la Corte d’Appello ha confermato la sospensione delle sanzioni imposte da Consob alla banca ed ai suoi manager per irregolarità informative relative ai prospetti informativi per gli aumenti di capitale del 2014 e del 2015. Il giudice di secondo grado ha infatti ritenuto “non pretestuosi” gli argomenti addotti dalla Banca. Il merito sarà discusso nel prossimo mese di marzo.

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