Banca Ifis, Geertman: risultati migliori del previsto. Non vediamo ondata NPL

(Teleborsa) – “I risultati degli ultimi mesi sono stati migliori delle aspettative, hanno confermato il trend positivo dei primi due trimestri e beneficiato della ripresa macroeconomica. Oltre al contesto macroeconomico positivo, la banca è stata molto dinamica e reattiva per cogliere le opportunità commerciali”. È quanto ha affermato Frederik Geertman, amministratore delegato di Banca Ifis, in apertura della call con gli analisti che ha seguito la pubblicazione dei risultati dei primi nove mesi dell’anno. Il gruppo, attivo nella specialty finance e quotato su Euronext STAR Milan, ha registrato un margine di intermediazione pari a 449,2 milioni di euro e un utile netto pari a 80,2 milioni di euro.

L’AD si è detto “molto orgoglioso della resilienza del business NPL“. “La cash collection continua a sovraperformare rispetto le nostre stime interne, nonostante il Covid – ha spiegato – Sul fronte NPL abbiamo conseguito e appena comunicato la nostra maggiore operazione, la più grande nella storia della Banca ma anche la più rilevante vendita diretta di NPL del 2021”. Grazie all’acquisto del portafoglio da Cerberus (che ammonta a 2,8 miliardi di euro GBV e rappresenta circa 300 mila unsecured small tickets), “abbiamo raggiunto in anticipo gli obiettivi di acquisti NPL del 2021 pari a 3 miliardi” e la banca ha dimostrato di essere “in grado di completare grosse operazioni e di essere un partner di valore sia sul mercato primario sia secondario“.

Per quanto riguarda le moratorie, l’AD ha affermato: “Il 74% dei nostri clienti ha già ripreso a pagare. Abbiamo ancora 211 milioni di euro di crediti in regime di moratoria. Il dialogo con i nostri clienti è aperto, li sentiamo uno a uno per capire le intenzioni”. Allargando lo sguardo all’intero mercato, ha aggiunto di non aver “mai credito in un’ondata di NPL non gestibile e con effetti a cascata“. Pur non volendo sottovalutare la crescita degli NPL sul medio-lungo periodo, Banca Ifis non si aspetta quindi un aumento non gestibile di crediti deteriorati nei primi mesi del 2022.

I target della guidance per l’anno 2021 comunicati il 5 agosto scorso sono già stati raggiunti nel terzo trimestre e Banca Ifis ha rivisto al rialzo la guidance per l’anno in corso. “Alla base c’è un solido trend dei ricavi sia in ambito NPL sia nel Commercial banking e siamo molto confidenti“, ha specificato l’AD. Ora si attende un utile di esercizio tra 90 e 100 milioni di euro nel 2021 e un margine di intermediazione tra i 570-590 milioni di euro. “Eravamo certamente ottimisti, ma le performance di luglio e settembre sono state molto forti – ha spiegato – Dovendo decidere cosa fare con la guidance, abbiamo pensato che non aggiornala avrebbe segnalato che ci aspettassimo risultati negativi nel quarto trimestre. Questo non è il caso e volendo puntare sulla massima trasparenza abbiamo deciso di migliorare le prospettive”.

Geertman ha detto che stima “per febbraio 2022 la presentazione del piano triennale 2022-24“. “Stiamo lavorando al piano triennale e presenteremo un piano attraente per i mercati e mirato alla crescita anche se non si verificherà il trasferimento de La Scogliera”, ha specificato. Nella presentazione agli analisti ha infatti fornito un update sul trasferimento de La Scogliera nel Cantone di Vaud (CH). È stato evidenziato che per fine dicembre 2021/inizio 2022 è atteso il riscontro dall’Agenzia delle Entrate; in caso di esito favorevole al trasferimento, i risultati del quarto trimestre saranno interessati dalle spese legali fiscali e di consulenza una tantum. Il numero uno della banca ha detto che il trasferimento de La Scogliera potrebbe impattare positivamente sul CET1 consolidato (circa +450bps al 30 settembre 2021), eliminando le conseguenze derivanti dal consolidamento regolamentare di Banca Ifis in La Scogliera.

Per quanto riguarda le opportunità di crescita esterna, Banca Ifis si dice pronta a coglierle quanto si presenteranno. Il CEO ha però ricordato che le società obiettivo devono essere “vicine al nostro business, devono darci valore dal punto di vista industriale e non devono essere M&A trasformativi al di fuori dal nostro core business”.

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