Banca d’Italia, Visco: “Fase di grave difficoltà per lo sviluppo economico mondiale”

(Teleborsa) – “Il sistema di istituzioni sovranazionali e di regole multilaterali che dal dopoguerra ha sostenuto l’integrazione e lo sviluppo economico mondiale è entrato in una fase di grave difficoltà. La tendenza all’apertura degli scambi, accentuatasi negli ultimi decenni, si è arrestata. La brusca frenata del commercio internazionale osservata nel corso del 2018 ha riflesso le tensioni connesse, in primo luogo, con la nuova strategia degli Stati Uniti”. È questo il quadro presentato dal Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nelle sue Considerazioni finali in occasione della diffusione della Relazione annuale sul 2018.

“Il Fondo monetario internazionale prevede che la crescita globale si riduca quest’anno al 3,3 per cento, il valore più basso dalla contrazione del 2009. L’indebolimento è diffuso, interessa aree che rappresentano oltre il 70 per cento dell’economia globale. Le proiezioni prefigurano una ripresa dalla metà dell’anno, sostenuta dalle politiche economiche espansive nei principali paesi e dal conseguente miglioramento delle condizioni dei mercati finanziari. Restano però rilevanti i rischi, anche di natura geopolitica”, ha affermato Visco parlando della congiuntura internazionale.

“Il rallentamento interessa soprattutto l’economia dell’area euro più aperta agli scambi internazionali rispetto a Stati Uniti e Giappone e al deterioramento del quadro macroeconomico ha contribuito, nel secondo semestre del 2018, la flessione dell’attività dell’industria automobilistica” ha aggiunto Visco sottolinenando come “le proiezioni di crescita per l’area euro siano state progressivamente riviste al ribasso”. “Secondo le principali istituzioni internazionali l’espansione del prodotto sarebbe pari a poco più dell’1 per cento quest’anno e attorno all’1,5 nel 2020″ ma, secondo Visco, “non è trascurabile il rischio di un andamento meno favorevole”.

“Nelle previsioni del Consiglio direttivo della Bce i tassi ufficiali resteranno sui bassi livelli attuali almeno sino alla fine del 2019 e, in ogni caso, finché necessario per il raggiungimento della stabilità dei prezzi” ha affermato Visco.

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